Dungeons & Dragons: Daggerdale - La recensione

Dungeons & Dragons: Daggerdale - La recensione

La licenza di Dungeons & Dragons è una potenziale minera d’oro, al pari di quella del Signore degli Anelli o di Guerre Stellari. Nonostante questo, però, sono molti gli sviluppatori che pur avendo a disposizione un simile tesoro non riescono a realizzare giochi degni di essere presi in considerazione dagli appassionati.

Dungeons & Dragons: Daggerdale appartiene tristemente a questa categoria, non riuscendo a distinguersi positivamente praticamente sotto nessun aspetto degno di nota. Il gioco di cui vi apprestate a leggere la recensione è un titolo piuttosto piccolo pensato per il PlayStation Network e per il servizio LIVE Arcade, dove la concorrenza sta diventando sempre più spietata e soffocante.

Se volete scoprire quali sono i motivi del fallimento di Daggerdale continuate a leggere al nostra recensione, dove non solo vi descriveremo gli evidenti problemi che affliggono questo gioco, ma vi forniremo anche un’interessante alternativa a base di spade, loot e interminabili combattimenti all’interno di dungeon labirintici.

Un party tradizionale

Il primo passo da compiere una volta avviata la partita a Daggerdale è quello che si deve fare ogni volta che ci si avvicina a un titolo basato sulla licenza di Dungeons & Dragons: la scelta del personaggio. Come si può immaginare le opzioni a disposizione sono estremamente classiche, visto che si va dall’immancabile guerriero umano fino al bizzarro halfling mago, passando per la ladra elfa e il nano chierico.

Ogni razza appartiene a una classe differente, garantendo in questo modo una certa varietà di abilità e caratteristiche innate con cui cercare di differenziare l’esperienza finale. A prescindere dal personaggio selezionato, comunque, l’approccio con il gioco è sempre lo stesso, visto che sia che si vestano i panni del mago che quelli del guerriero, si finisce sempre col trovarsi faccia a faccia con orde di mostri usciti dai manuali di D&D, menando le mani principalmente con attacchi a distanza ravvicinata.

Queste caratteristiche, comunque, sono le medesime di tutti gli altri titoli appartenenti al genere degli hack ‘n slash fantasy, dove non si deve fare altro che affrontare decine di dungeon tutti uguali per eliminare ogni possibile minaccia e raccogliere i soldi, gli oggetti magici e i pezzi di equipaggiamento lasciati cadere dai nemici.

Le immagini della recensione di Dungeons & Dragons: Daggerdale

A caccia di esperienza

Come in ogni esponente del filone di D&D, anche in Daggerdale i personaggi accumulano esperienza ogni volta che completano una missione o eliminano un nemico. Facendo crescere l’esperienza si sale di livello, ottenendo punti da spendere per potenziare le proprie caratteristiche e apprendere nuove abilità.

Ogni volta che si sale di livello, in pratica, si possono migliorare alcuni elementi del proprio personaggio aumentando i punti ferita, rendendo più efficaci le capacità in combattimento o, solo a determinati livelli, potenziando le abilità già a disposizione o ottenendone di nuove da distribuire attraverso i tasti del pad per utilizzarle al meglio nel corso delle battaglie future.

Questo vuol dire che i maghi hanno la possibilità di studiare nuovi incantesimi sempre più devastanti, che i guerrieri possono diventare ancor più letali grazie a tecniche di scherma più raffinate, che le frecce e i dardi scagliati dalla ladra ottengono effetti secondari più complessi e che il chierico si avvicina sempre più ai propri dei.

L’incubo dei bug

Fin qui sembrerebbe tutto piuttosto nella norma, ma ci sono diversi elementi che rovinano in modo imperdonabile l’esperienza di Daggerdale. Durante il processo di sviluppo, infatti, sembra abbastanza evidente che il team non abbia dato la dovuta importanza al processo di debugging, utile a pulire il codice dagli inevitabili errori che vengono commessi durante il lungo processo di creazione del gioco.

Queste macchie, piccole e grandi, possono essere trovate con preoccupante regolarità durante ogni singola partita, a volte rivelandosi semplici fastidi (magari anche divertenti), altre volte rendendo quasi impossibile continuare a giocare. Fra i problemi più gravi che abbiamo riscontrato ci sono delle inspiegabili bizze della telecamera (che tende a fissarsi su alcuni elementi impedendo al giocatore di vedere dove muovere il personaggio) e, soprattutto, la misteriosa sparizione di punti e abilità guadagnati con tanta fatica dopo essere saliti di livello.

Altri problemi decisamente fastidiosi riguardano il multiplayer, elemento di primaria importanza per questo genere di giochi, che in questo caso si rivela davvero difficile da apprezzare nelle partite online assieme ad altri tre compagni di sventura.


I drammi del multiplayer

Se giocando assieme a un amico sulla stessa console la situazione è piuttosto tranquilla, buttandosi online si assiste a un tracollo imbarazzante, legato principalmente a un netcode fra i meno stabili che ci sia capitato di sperimentare. Non stiamo parlando di brusche disconnessioni o di difficoltà nella ricerca delle partite, ma di problemi che intervengono sistematicamente durante le partite già avviate.

In più di un’occasione, infatti, ci è capitato di assistere a misteriosi caricamenti capaci di bloccare per qualche secondo la schermata di un singolo giocatore, mentre gli altri continuavano indisturbati a farsi largo fra le orde di nemici presenti nei dungeon. Considerando che i caricamenti non bloccavano mai più di un giocatore alla volta, è difficile pensare che si trattasse di qualcosa di effettivamente legato al motore del gioco, ma è decisamente più probabile che si tratti di un modo goffo e poco furbo di mascherare evidenti fenomeni di lag.

Se nei primi livelli queste improvvise paralisi non si rivelano particolarmente dannose, andando avanti con il gioco si trasformano in veri e propri incubi, visto che rimanere inermi in mezzo a decine di nemici piuttosto potenti può rivelarsi fatale, creando problemi anche ai compagni di squadra costretti a proteggere l’amico sfortunato.

Una grafica di 10 anni fa

A questo quadro già abbastanza imbarazzante si affianca una realizzazione tecnica vecchia di 10 anni buoni, che inserisce modelli poligonali grezzi e animati in modo approssimativo all’interno di ambientazioni mai epiche ed evocative come ci si aspetterebbe da un titolo del genere.

Paragonare Daggerdale a Torchlight, titolo appartenente allo stesso genere e recentemente convertito per Xbox LIVE Arcade, sarebbe una cattiveria, visto che il diretto rivale si distingue per uno stile piacevole, ricercato e ricco di effetti grafici interessanti, a differenza di quanto accade con il triste prodotto sorretto dalla licenza di Dungeons & Dragons. Il paragone, però, è inevitabile, a tutto vantaggio del caro vecchio Torchlight.

La versione italiana del gioco, inoltre, è ulteriormente affossata da un adattamento a dir poco scandaloso, che sotto molti punti di vista sembra fatto con programmi di traduzione istantanea di bassa lega. La lettura dei nomi e delle descrizioni delle armi può provocare risate incontrollabili o indignazione, a seconda dell’approccio mentale del giocatore che scopre di aver investito i propri soldi in un prodotto qualitativamente impresentabile.


Commento finale

Dungeons & Dragons: Daggerdale è la più classica delle occasioni sprecate. I fan del primo Baldur’s Gate: Dark Alliance che speravano di poter passare ore e ore di divertimento con questo titolo faranno bene a provare la demo prima di spendere i propri soldi. Con un miglior lavoro di pulizia del codice i programmatori avrebbero potuto rendere la situazione meno grave, ma i numerosi bug uniti alla realizzazione tecnica datata e all’imperdonabile adattamento italiano hanno trasformato questo gioco in un’esperienza da dimenticare. I fan del genere, comunque, possono sempre rivolgere la loro attenzione a Torchlight, che nonostante l’assenza del multiplayer è nettamente superiore sotto ogni punto di vista.

Cosa ci piace

Cosa non ci piace

  • Multiplayer fino a quattro giocatori
  • Legato alla quarta edizione di Dungeons & Dragons
  • Quattro classi differenti
  • Devastato dai bug
  • Multiplayer online rovinato dal lag
  • Tecnicamente arretrato

Le immagini della recensione di Dungeons & Dragons: Daggerdale

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