I migliori sparatutto FPS su Steam che ancora oggi vale la pena giocare

I migliori sparatutto FPS su Steam che ancora oggi vale la pena giocare

Gli sparatutto in prima persona sono uno dei generi più longevi della storia dei videogiochi.

Su Steam ne esistono centinaia, ma solo alcuni continuano a essere citati anni dopo la loro uscita. Non è solo questione di grafica o di effetti spettacolari. Alcuni giochi restano impressi perché il ritmo funziona, le armi hanno peso e ogni scontro riesce ancora a tenere alta la tensione.

Molti appassionati considerano gli anni Duemila come una sorta di età d’oro per gli FPS. In quel periodo sono usciti titoli che hanno definito il genere e che ancora oggi vengono presi come punto di riferimento. Alcuni puntano tutto sulla velocità dell’azione, altri sulla cooperazione o su sistemi di gioco più complessi. Quando questi elementi si incastrano nel modo giusto, il risultato è difficile da dimenticare.

Star Wars: Republic Commando

Tra gli FPS più particolari ambientati nell’universo di Star Wars c’è Republic Commando. Qui non si combatte da soli. Il giocatore guida una piccola squadra di cloni d’élite durante le battaglie delle Guerre dei Cloni.

La particolarità è proprio la gestione della squadra. I compagni possono ricevere ordini rapidi per coprire una posizione, piazzare esplosivi o colpire da lontano con un fucile di precisione. Il sistema è semplice e non rallenta mai l’azione, ma riesce comunque a dare la sensazione di comandare un gruppo di soldati ben coordinati.

Il risultato è uno sparatutto più ragionato rispetto ad altri titoli dello stesso periodo.

Killing Floor

Se invece si parla di cooperazione pura, Killing Floor è diventato negli anni un piccolo classico. Qui la struttura è molto semplice: squadre di giocatori affrontano ondate sempre più numerose di creature mutate.

Dopo ogni ondata si guadagnano soldi da spendere in un negozio per comprare armi, munizioni e armature. Scegliere l’equipaggiamento giusto diventa fondamentale man mano che i nemici diventano più resistenti.

Uno degli elementi più ricordati del gioco è lo ZED Time, un effetto rallentato che compare nei momenti più intensi dello scontro e rende ancora più spettacolari alcune eliminazioni.

ULTRAKILL

Tra gli FPS moderni che guardano apertamente al passato c’è ULTRAKILL. Lo stile ricorda i grandi sparatutto degli anni Novanta come Doom e Quake, ma con un ritmo ancora più estremo.

Il protagonista è una macchina da combattimento chiamata V1 che attraversa gli inferi in cerca di sangue, usato come carburante. Il sistema di movimento è velocissimo: si scivola, si salta e si attacca quasi senza mai fermarsi.

La meccanica più curiosa riguarda la salute. Invece di raccogliere kit medici, il personaggio recupera energia restando vicino ai nemici feriti e assorbendo il sangue liberato durante il combattimento.

Quake

Quando si parla di storia degli FPS è impossibile ignorare Quake. Il gioco introdusse un motore completamente tridimensionale in un’epoca in cui molti sparatutto usavano ancora tecnologie più limitate.

Il ritmo era velocissimo e i livelli pieni di segreti da scoprire. Ma la vera rivoluzione arrivò con il multiplayer. Le partite nelle arene online diventarono rapidamente un fenomeno tra i giocatori competitivi.

Molti elementi degli sparatutto moderni derivano proprio dalle idee introdotte da Quake.

Deep Rock Galactic

Non tutti gli FPS puntano sulla competizione. Deep Rock Galactic è uno sparatutto cooperativo in cui un gruppo di nani spaziali esplora grotte aliene alla ricerca di risorse.

Le missioni iniziano sempre con una discesa nelle profondità del pianeta. Da lì i giocatori scavano tunnel, estraggono minerali e combattono contro creature ostili.

L’ambiente è completamente distruttibile e questo cambia molto il modo di giocare. Ogni classe ha un ruolo preciso: c’è chi illumina le caverne, chi costruisce piattaforme e chi scava nuovi passaggi nella roccia.

Left 4 Dead 2

Tra i titoli cooperativi più amati su Steam c’è ancora Left 4 Dead 2. Il gioco mette quattro sopravvissuti contro orde di zombie mentre cercano di attraversare città, paludi e campagne.

Il cuore dell’esperienza è il lavoro di squadra. Restare isolati significa quasi sempre essere sopraffatti. A rendere ogni partita diversa interviene il sistema chiamato AI Director, che modifica la posizione dei nemici e il ritmo degli scontri in base a come si comporta la squadra.

Questo rende ogni partita imprevedibile.

Counter-Strike

Se invece si parla di competizione pura, il nome più influente è probabilmente Counter-Strike. Nato come mod di Half-Life, è diventato uno dei pilastri degli sparatutto multiplayer.

Due squadre si affrontano con obiettivi precisi: piazzare o disinnescare una bomba oppure salvare ostaggi. Ogni round dura pochi minuti ma richiede precisione, coordinazione e una buona gestione del denaro guadagnato tra una partita e l’altra.

Proprio questa profondità ha trasformato Counter-Strike in uno dei principali titoli degli esports.

DOOM (2016)

Il ritorno moderno di DOOM ha dimostrato che uno sparatutto classico può funzionare ancora oggi. Nei panni del Doom Slayer il giocatore affronta un’invasione demoniaca su Marte.

Il gioco spinge sempre verso l’attacco. Restare fermi non è quasi mai una buona idea. Il sistema delle Glory Kill permette di eliminare i nemici con mosse brutali che restituiscono salute e incoraggiano uno stile di gioco aggressivo.

Tutto è pensato per mantenere il ritmo alto.

Titanfall 2

Titanfall 2 è uno degli sparatutto più apprezzati degli ultimi anni grazie alla combinazione tra combattimenti veloci e giganteschi robot da guerra.

I piloti possono correre sui muri, scivolare sul terreno e usare rampini per spostarsi rapidamente nei livelli. Poi arriva il momento di entrare in un Titan, e lo scontro cambia completamente ritmo.

Le battaglie diventano più pesanti e strategiche, con armi e abilità pensate per il combattimento tra mech.

Half-Life 2

In cima alla lista di molti appassionati resta Half-Life 2. Anche dopo molti anni continua a essere considerato uno degli FPS più influenti mai realizzati.

Il gioco segue la storia del fisico Gordon Freeman mentre combatte contro un impero alieno che ha conquistato la Terra. La narrazione non interrompe quasi mai l’azione. Gli eventi avvengono mentre il giocatore si muove nel mondo.

Uno degli strumenti più iconici è la Gravity Gun, che permette di afferrare oggetti e usarli come armi o per risolvere enigmi. Grazie al motore Source e al suo sistema fisico avanzato, anche elementi dell’ambiente diventano parte del combattimento.

Ed è probabilmente questo mix di azione, atmosfera e libertà di interazione che ha reso Half-Life 2 un riferimento ancora oggi difficile da eguagliare.

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