Watch Dogs 2, Ubisoft rassicura: non ci saranno downgrade grafici

Con Watch Dogs 2, i vertici di Ubisoft promettono di non ripetere gli stessi errori commessi con il capitolo precedente e di offrirci un titolo con una resa grafica non inferiore a quella della demo mostrata durante l'ultimo E3, o almeno questa è l'intenzione manifestata ai giornalisti di Evening Standard dal Senior Producer di Ubisoft Montreal Dominic Guay nel corso di un'intervista ricca di spunti di riflessione e, perchè no, di giustificazioni per quanto accaduto in passato.


    "Occorre ricordare che quando mostrammo la prima volta Watch Dogs nell'estate del 2012 nessuno conosceva le specifiche hardware delle piattaforme di nuova generazione, ci muovevamo in un territorio inesplorato e dovevamo presentare il nostro gioco cercando in qualche modo di 'prevedere' le funzionalità e le possibilità offerte dalle console next-gen, per questo decidemmo di costruire la nostra demo su di un PC estremamente potente.

    Con Watch Dogs 2, però, ci trovavamo sin da subito in un contesto infinitamente più chiaro, già dalle fasi iniziali di sviluppo potevamo conoscere le specifiche hardware e le funzionalità delle piattaforme di riferimento. Il titolo, inoltre, trae vantaggio dall'esperienza acquisita in questi anni dai nostri sviluppatori con l'engine del primo Watch Dogs: pur utilizzando il medesimo motore grafico, con Watch Dogs 2 siamo stati in grado, ad esempio, di ampliare più del doppio le dimensioni della mappa di gioco, di utilizzare effetti atmosferici estremamente evoluti, di migliorare sensibilmente l'illuminazione dinamica, di arricchire le meccaniche di gameplay e di rendere unica ogni location, sia dal punto di vista estetico che delle attività da svolgere al loro interno."

Nella speranza che le parole di Guay trovino conferma nella realtà al momento del lancio di Watch Dogs 2, ricordiamo a chi ci segue che l'ultima avventura a mondo aperto di Ubisoft è prevista in uscita per il prossimo 15 novembre su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

via | Evening Standard

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