Tra simulatori improbabili e giochi cooperativi sempre più affollati, Cleaner Company prova a ritagliarsi uno spazio tutto suo con un’idea semplice da capire ma abbastanza insolita da farsi notare subito: pulire disastri nello spazio mentre intorno restano ancora minacce vive e tutt’altro che tranquille.
Il nuovo progetto annunciato da Mythwright e Wildflame Studio arriverà su PC nel corso del 2026 e mette insieme elementi che di solito viaggiano separati, cioè la struttura del co-op online, il tono da simulazione e un’atmosfera da horror fantascientifico. L’idea di base è quella di entrare in zone devastate dello spazio profondo e rimetterle in ordine, ma senza la calma tipica dei giochi rilassanti.
In Cleaner Company si fa parte della squadra Star Wipers, un gruppo mandato a ripulire stazioni spaziali abbandonate, ristoranti distrutti e luoghi lontani dove qualcosa è andato storto in modo piuttosto evidente. Il punto non è soltanto togliere macchie o rimettere a posto gli ambienti, perché durante il lavoro bisogna anche sopravvivere a creature pericolose e a situazioni che restano instabili.
Non è il classico simulatore rilassante
Chi legge la parola simulazione potrebbe pensare a un gioco lento e quasi terapeutico, ma qui il taglio sembra diverso. Cleaner Company prende il gesto del pulire e lo trasforma in qualcosa di più nervoso, perché il contesto è quello di aree colpite da disastri e popolate da minacce aliene che possono interrompere il lavoro in qualsiasi momento.
Il gioco supporta fino a quattro giocatori online, e questa scelta cambia molto il tipo di esperienza proposta. In teoria si parte per ripulire, raccogliere risorse e completare incarichi, ma in pratica il gruppo dovrà anche coordinarsi, coprirsi e decidere come muoversi in ambienti dove il rischio non è mai davvero sparito.
Questo equilibrio tra mansioni quasi ordinarie e pressione costante è probabilmente l’aspetto più interessante del progetto, perché prova a dare una tensione diversa a un genere che negli ultimi anni è cresciuto molto ma spesso finisce per assomigliarsi.
Pulire, raccogliere, migliorare l’equipaggiamento
Uno degli elementi centrali sarà la possibilità di ottenere risorse completando le operazioni di pulizia, così da migliorare strumenti ed equipaggiamento. Non si tratta quindi solo di entrare in una mappa, sistemare l’area e uscire, ma di creare una progressione che premi il tempo investito e renda le spedizioni successive più gestibili.
Il materiale diffuso finora parla anche di fisica dinamica, dettaglio che può sembrare secondario ma che in un gioco del genere rischia di fare molta differenza. Spostare oggetti, impilarli, rovesciare materiali o finire per creare altro caos mentre si prova a mettere ordine potrebbe diventare una parte importante dell’esperienza, soprattutto in cooperativa.
È proprio qui che Cleaner Company può trovare una sua identità, perché l’idea di trasformare la pulizia in una fonte di tensione, errore e coordinazione di squadra ha qualcosa di immediato che si capisce bene anche senza spiegazioni complicate.
Un’idea strana, ma non campata in aria
Negli ultimi anni il pubblico ha mostrato di apprezzare giochi che prendono attività normali e le spostano in contesti estremi, e Cleaner Company sembra inserirsi esattamente in quella scia. La differenza è che qui il tono non è soltanto ironico, perché sotto la superficie resta una componente da survival horror che potrebbe dare più peso a ogni missione.
Molto dipenderà da come verranno bilanciati ritmo, varietà delle mappe e comportamento delle minacce, perché un’idea forte basta per attirare curiosità, ma poi serve abbastanza sostanza per reggere nel tempo. Se la cooperazione funzionerà davvero e se gli strumenti da usare avranno un impatto reale sulle partite, il gioco potrebbe trovare facilmente il suo pubblico su PC.
Per ora resta soprattutto un annuncio, ma è uno di quelli che si fanno ricordare senza fatica, proprio perché mescola co-op, fantascienza e pulizie disperate in modo abbastanza bizzarro da sembrare subito riconoscibile. E in un panorama pieno di giochi che si assomigliano, non è poco.