Tremolante come un fantasma che s’aggira tra le tombe d’un cimitero indiano sconsacrato da poco per fare posto alla bottega di un maniscalco, il fuoco acceso da un pistolero solitario sul dirupo che domina un’immensa prateria gli ricorda quanto labile possa essere il confine tra la vita e la morte, qui nel vecchio e selvaggio west.
Dopo un’esistenza passata a rapinare inermi viandanti e a rubare giovani stalloni non marchiati, anche il dolce canto spensierato di una mansueta lavandaia sembra avere la stessa melodia intonata da un avvoltoio mentre spolpa avidamente la carogna d’un coyote: accecato dalla rabbia, assordato dalle urla strozzate delle sue vittime e amareggiato da un destino infame, John Marston é il prototipo dell’antieroe costretto contro la propria volontà a rimediare alle colpe di un passato tanto tremendo quanto ingiusto.
Ma alzandosi nuovamente in piedi dopo essersi scrollato di dosso un serpente, una veloce rinfrescata mattutina con l’acqua melmosa di una pozzanghera ed un goccio di Tequila bastano ed avanzano per ritrovare le forze: un’altra giornata all’interno dello spietato mondo di Red Dead Redemption sta per cominciare, e con essa la nostra recensione.
Il primo, grande regalo che i ragazzi di Rockstar San Diego ci fanno con Red Dead Redemption è quello di slegarlo completamente dalla trama e dal periodo storico del precedente capitolo della saga: se in Revolver abbiamo potuto vestire i panni di un cacciatore di taglie della seconda metà dell’800, con Redemption riusciamo a visitare la leggendaria Frontiera Americana nei primi anni del ventesimo secolo assieme ad un ex bandito.
Quella di John Marston, infatti, è una travagliata esistenza iniziata con la perdita dei suoi genitori e proseguita in età adolescenziale con l’incontro con Dutch, un carismatico capobanda che intravede negli occhi iniettati di sangue di John un perfetto assassino da utilizzare per il proprio tornaconto personale, raggirandolo con sagacia per fargli credere che le sue azioni violente debbano servire a riequilibrare a suon di pallottole la distanza abissale tra i ricchi ed i poveri: quando però il livello di brutalità dei suoi compagni raggiunge apici di inusitata barbarie, gli ultimi barlumi di coscienza del giovane Marston lo portano a ribellarsi ai suoi compagni che, per punirlo, lo lasciano in fin di vita in mezzo al deserto.
Passati diversi anni da quel tragico evento, il destino torna a sorridere al nostro John regalandogli l’amore di una famiglia e la tranquillità di un ranch gestito in proprio, almeno fino a quando due agenti federali non bussano alla sua porta per obbligarlo a collaborare con il governo degli Stati Uniti al fine di consegnare alla legge, vivi o morti, i suoi antichi compagni di scorribande.
Costretto dall’FBI a fare nuovamente i conti con un passato che avrebbe voluto dimenticare, John Marston si ritrova così su di un treno diretto verso la frontiera con l’imperativo categorico di scovare i suoi ex amici raccogliendo informazioni dagli abitanti di un’area di confine, il New Austin, che sta per essere trasformata dall’avvento di una nuova era fatta di carri di latta che si muovono senza cavalli e di lunghe lingue di acciaio e di assi di legno che si accingono a collegare per la prima volta la costa atlantica a quella pacifica di un continente abitato fino a pochi decenni prima solo dagli indiani e dai bisonti.
Ha così inizio la nostra avventura nei panni di un uomo reso ancora più forte (e disperato) dalla determinazione nel difendere ad ogni costo i propri cari.
A differenza del suo omologo newyorkese, l’ormai celeberrimo Nico Bellic di GTA IV, John Marston sarà condizionato nelle sue azioni dalla scure che incombe minacciosa sulla testa dei suoi cari: il suo viaggio negli sconfinati territori di confine, pur snodandosi su di un canovaccio narrativo che può scegliere in libertà, è però strettamente veicolato alla ricerca univoca delle tracce dei suoi vecchi compagni della banda.
Proprio per questo, i ragazzi di Rockstar San Diego hanno escogitato una struttura incredibilmente complessa su cui far muovere il protagonista: cercando allora di sviscerare ogni singolo aspetto della campagna in singolo di Red Dead Redemption, partiamo dal principio e cominciamo a descrivere la natura delle diverse missioni proposteci.
Il filone principale della trama di Redemption, un po’ come tutti gli altri titoli “sandbox”, si articola in missioni circoscritte e ben identificabili nella mappa di gioco attraverso l’uso di icone formate da lettere dell’alfabeto: naturalmente, nella stragrande maggioranza dei casi si avranno a disposizione diverse missioni in contemporanea, anche se la trama non verrà influenzata in alcun modo dalle scelte che compiremo. Dal punto di vista squisitamente narrativo, quindi, possiamo candidamente affermare che il copione di Redemption, per lo meno nella sua parte principale (quella legata alla ricerca degli ex compagni di John), è di una linearità disarmante e non può essere modificata in nessun modo, nonostante i frequenti colpi di scena, l’estrema caratterizzazione dei personaggi incontrabili (uno più folle dell’altro), la diversità dei compiti da portare a termine e, ultimo ma non per ordine di importanza, la longevità della storia (minimo 20 ore effettive di gioco, e solo per le missioni principali).
Come ben avrete capito dalle tante sequenze filmate offerteci in questi mesi dai ragazzi della sussidiaria californiana di Rockstar, però, il fulcro della giocabilità in singolo di Red Dead Redemption è certamente costituito dalla mole spropositata di missioni e di compiti secondari che possiamo portare a termine. Senza entrare eccessivamente nel dettaglio per non rovinarvi in alcun modo la sorpresa, la componente “freeroaming” di Redemption è facilmente suddivisibile in categorie ben precise, come le missioni secondarie fisse, i compiti scaturiti da eventi occasionali, le missioni “ambientali” e, tanto per non farci mancare nulla, i minigiochi.
Nel caso delle missioni secondarie fisse, ci riferiamo naturalmente a tutti quei compiti che, proseguendo nell’avventura o esplorando aree specifiche, compaiono sulla mappa fino a quando non ce ne occupiamo (di solito sono richieste di aiuto estemporanee di personaggi non giocanti) o vi rimangono per un periodo di tempo limitato (come le ronde notturne cittadine e gli assalti a villaggi occupati dai banditi); ben diverso è invece il discorso sui compiti scaturiti da eventi occasionali. All’interno di un saloon mentre sorseggia beatamente il proprio cicchetto o lanciato al galoppo in un deserto dimenticato da Dio e dagli uomini, John Marston può infatti essere distratto da eventi assolutamente imprevisti come ubriaconi decisi a sfidarlo a duello, come gentili donzelle usate come esche da una banda di criminali, come semplici viandanti che implorano il suo aiuto per recuperare un carretto o persino come delle mansuete suore che gli offrono una caritatevole benedizione per i servigi resi alla loro comunità.
Completamente slegati dalla trama principale e persino dalla logica che regola rigidamente le missioni secondarie, i compiti “ambientali” sono ognuno dei “mini-obiettivi a tappe” da portare a termine come e quando si vuole, ma che però garantiscono ricchi premi in denaro o in bonus sulla giocabilità (di cui ci occuperemo nel capitolo seguente): se ad esempio con il compito “Tiratore Scelto” saremo chiamati a far valere le nostre capacità di pistolero, con “Cacciatore di Tesori” dovremo interpretare una mappa logora per cercare i luoghi dove sono stati abilmente sepolti dieci preziosi scrigni, e via discorrendo con compiti come “Predatore” o “Conoscitore d’Erbe”.
Chi ama vivere un’esistenza sul filo del rasoio, esattamente come quella che si può sperimentare nel far west, non può fare a meno del gioco d’azzardo, giusto? Ecco quindi spiegata la presenza, in Red Dead Redemption, di una serie piuttosto corposa di mini-giochi legati a discipline come il Poker, il Blackjack o i Dadi Bugiardi e di sport meno “pericolosi” come il lancio del ferro di cavallo o il caro, vecchio braccio di ferro.
Sommando le trama principale all’intricatissimo dedalo di missioni secondarie, la longevità della campagna in singolo di Redemption oscilla dalle 20 alle 50-60 ore di gioco complessive, a cui vanno aggiunti i compiti generati casualmente ed il gigantesco multiplayer, di cui ovviamente ci occuperemo più tardi.
Nel far west di Red Dead Redemption vige una sola legge: quella del più forte. Nonostante i ragazzi di Rockstar abbiano giustamente realizzato un’impalcatura di gioco basata sull’allineamento morale, con le sue azioni (buone o cattive che siano) John Marston potrà fare davvero ben poco per cambiare un mondo in cui il confine tra la legge e l’ingiustizia è tracciato da uomini che tengono più al loro cinturone che alla vita di una giovane ragazza strappata alla sua famiglia da un branco di vagabondi.
Muovendoci in un contesto così tremendamente ostile e inumano, quindi, alle azioni che compiremo nei panni di John corrisponderà un valore di Fama, di Onore ed eventualmente di Taglia direttamente proporzionale all’atteggiamento che terremo con le persone che abitano il New Austin: mentre nel primo caso basterà proseguire nella trama o nelle missioni secondarie per “farsi un nome” ed essere riconosciuto dalle popolazioni locali, queste ultime reagiranno in modo completamente diverso se, nel corso della nostra avventura, decideremo di aiutarli o di servirci brutalmente di loro per raggiungere i nostri scopi. Va da sè, naturalmente, che in Redemption (così come nella vita reale) ad ogni azione corrisponde una reazione: se ci dimostriamo collaborativi e partecipiamo attivamente al benessere dei locali, questi ultimi ci offriranno forti sconti nei negozi e ci daranno nuovi compiti da portare a termine… viceversa, se utilizziamo contro di loro la forza delle armi ed abbracciamo la causa dei tanti gruppi malviventi del posto, sia gli sceriffi che i cacciatori di taglie si metteranno immediatamente sulle nostre tracce per impiccarci all’albero più alto della contea.
Una simile, enorme libertà di scelta si manifesta anche nella giocabilità spicciola di Red Dead Redemption: il sistema di mira, ad esempio, è assolutamente scalare e può essere impostato su tre differenti livelli di “difficoltà”, basati principalmente sul modo in cui il puntamento aggancia in automatico il nemico di turno. Particolarmente azzeccata è anche l’implementazione del meccanismo del “Dead Eye”, ossia il classico “bullet time” che rallenta per brevi istanti l’ambiente circostante per permetterci di mirare con maggiore precisione al corpo degli avversari (siano essi dei soldati, dei banditi o delle bestie feroci), senza citare naturalmente i combattimenti corpo a corpo che, nonostante ricoprano un ruolo marginale nell’impianto di gioco, rappresentano comunque un grazioso diversivo.
Il sistema deputato alla cavalcatura, poi, merita un discorso a parte: pur essendo possibile impostare con una semplicità disarmante la velocità (con un colpetto dell’analogico si va al passo, con la pressione prolungata di un tasto del joypad si va al trotto, che diventa una vera e propria corsa al galoppo se si preme ripetutamente quello stesso tasto), direzionare il proprio ronzino non è sempre facile e ci obbliga a giocare sia con le telecamere che con gli analogici per trovare il giusto assetto delle manovre delicate, come possono essere le galoppate su sentieri a strapiombo o, peggio ancora, le corse con i grandi carri.
Nonostante qualche lieve imprecisione nel movimento a cavallo (e persino a piedi), comunque, nel complesso l’impalcatura di gioco di Redemption è assolutamente granitica e permette alla componente online di spiccare quel salto tanto atteso dagli amanti del genere.
In multigiocatore, Red Dead Redemption prosegue idealmente la strada tracciata dagli studi californiani di Rockstar con GTA IV e la arricchisce con una serie pressochè infinita di migliorie sia stilistiche che squisitamente videoludiche: in Rete, Redemption rappresenta di fatto un gioco nel gioco e mette a disposizione della comunità la mappa nella sua interezza, strutturandola per giunta in scontri ed eventi (come lo snidamento dei covi di banditi) da portare a termine insieme o contro gli altri utenti.
La caratteristica più eccitante del multiplayer di Redemption è senza dubbio la possibilità di formare una propria banda, composta al massimo da otto membri, per intraprendere attraverso di essa tutte le missioni disponibili sulla mappa e gli eventuali scontri in cui viene richiesta la nostra presenza. Con il beneplacito del leader della banda, inoltre, si può customizzare sia l’aspetto che l’armamentario di ogni singolo appartenente al gruppo per trasformarlo in una sanguinaria e galoppante macchina di morte.
Ogni gara proposta in modalità competitiva, a cui possono partecipare al massimo 16 giocatori (due bande da 8 ), ha inizio con uno spettacolare “stallo alla messicana”, in cui ogni membro della sfida si tiene reciprocamente sotto tiro fino a quando qualcuno non preme il grilletto: il fortunato che riesce a sopravvivere a questa spettacolare carneficina che sembra uscita da un film spaghetti western degli anni ‘70, guadagna del preziosissimo tempo che può utilizzare studiando la mappa o posizionandosi in aree strategiche da cui tenere sotto tiro gli avversari.
Il comparto grafico di Red Dead Redemption, pur risultando meno curato rispetto a quello di prodotti coetanei, è quanto di meglio ci si possa attendere da un titolo che, a conti fatti, offre un ambiente di gioco mostruosamente ampio e splendidamente caratterizzato sia da un punto di vista artistico che prettamente videoludico. Nonostante il New Austin sia composto in larga parte da territori selvaggi che si estendono a perdita d’occhio oltre l’orizzonte, infatti, ogni angolo visitabile, dalle lussureggianti foreste del West Elizabeth ai titanici canyon di Nuevo Paraiso, è animato da una vita frenetica ed offre migliaia di scorci panoramici mozzafiato.
Davvero pochi sono gli aspetti di cui i ragazzi di Rockstar San Diego non si sono occupati approfonditamente: le squisite texture ambientali, il sistema che regola il giorno e la notte e disegna in cielo delle nuvole che sembrano uscire fuori da un dipinto impressionista, le animazioni impeccabili degli animali e degli umani, le condizioni atmosferiche profondamente dinamiche e il sontuoso effetto volumetrico dei raggi del Sole sono solo alcune delle tante meraviglie visive che Redemption regala ai suoi estimatori.
In Red Dead Redemption, anche il comparto sonoro gioca un ruolo determinante nella creazione di un universo realistico: oltre agli azzeccatissimi brani musicali ascoltabili dinamicamente in base al luogo dove ci si trova e all’evento che accade in quel preciso momento, non possiamo non rimanere abbagliati dal monumentale lavoro svolto da Rockstar in fase di doppiaggio. Pur sforzandoci di passare al setaccio tutti i capolavori videoludici pubblicati in questi ultimi anni, non troviamo alcun titolo che riesca in qualche modo ad avere personaggi non giocanti così profondamente caratterizzati e singolari come quelli incontrabili in Redemption: pur senza avvicinarsi minimamente all’atmosfera dei film spaghetti western più blasonati, le buffe e folli anime che animano il New Austin contribuiscono a dare al tutto i connotati di un vero e proprio capolavoro.
Red Dead Redemption fonde brillantemente la brutalità anarchica del selvaggio west all’ingiustizia oppressiva della prima industrializzazione. La nuova creatura di Rockstar San Diego eleva al cubo la giocabilità di GTA IV, la componente esplorativa di Oblivion e la progressione narrativa di Mass Effect 2 calando il tutto in un contesto in perenne mutamento, pulsante di vita e grondante di storie da raccontare.
Pur servendosi della stessa impalcatura di gioco apprezzata negli ultimi capitoli di Grand Theft Auto, Redemption se ne distanzia in un modo cosí squisitamente “scorretto” da risultare persino originale, utilizzando un linguaggio artistico ed interattivo assolutamente unico nell’intero panorama videoludico.
Le promesse fatteci dagli sviluppatori in questi lunghissimi mesi di attesa sono state mantenute tutte, dalla prima all’ultima: dedizione, serietà e voglia spasmodica di voler regalare ai propri clienti un prodotto longevo e divertente come nessun altro. Di motivazioni più forti per consigliarvi l’acquisto categorico di Red Dead Redemption, francamente, non ne troviamo.
Cosa ci piace |
Cosa non ci piace |
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devil88bg
26 mag 2010 - 09:28 - #1Sicuramente un capolavoro non vedo l’ora di prenderlo… La giocabilità di GTA al cubo, l’esplorazione di Oblivion e la trama alla mass effect… Che cosa hanno combinato quelli della Rockstar guarda un pò :D
anonim
26 mag 2010 - 09:29 - #2“Movimenti a cavallo e a piedi migliorabili” proprio non lo capisco!?!!?!?!?!?!
reddeadevaiiiii
26 mag 2010 - 09:34 - #3x riassumere tutto in una sola frase o almeno giocandoci da come la vedo io…. è il gta nel far west… quindi con i suoi pregi e con i suoi difetti
despota
26 mag 2010 - 09:34 - #4…gioco superlativo sotto tutti i punti di vista…a parte la difficoltà bassa…
ma si lascia giocare così bene….
favoloso..prendetelo… dopo le prime ore diventa addicting…
Garuda
26 mag 2010 - 09:45 - #5Che c’è da capire ? Per il recensore le animazioni e la fisica dei movimenti potevano essere fatte meglio!
john117_
26 mag 2010 - 09:47 - #6la trama di mass effect mmh lascialo stare quel signore di gioco,guarda i difetti trama nn modificabile cosa ke invece puoi fare in mass effect,per oblivion ti do ragione 71km quadrati quasi il doppio di oblivion,xo senza contare i dungeon,come giocabilita sara da capolavoro.
Charlston
26 mag 2010 - 09:59 - #7Hai dimenticato di citare alcune cose importanti che si possono fare
tipo la caccia
la racolta di erbe
il vaccaro
la doma dei cavalli
il lazzo
i giornali
le ghost town.
un gioco immenso non ha niente a che vedere con i grattacieli di GTA e la faccia
di burino di niko bellic
smile-face
26 mag 2010 - 10:02 - #8in effetti i cavalli possono anche sgommare…tolto questo è un gran gioco,non me lo aspettavo dato che gta mi ha sempre fatto schifo
Boxeur360
26 mag 2010 - 10:07 - #9Davvero un’ottima recensione! Concordo pienamente con la vostra conclusione, capolavoro magistrale piagato solo da qualche bug qua e là e da un gameplay fin troppo collaudato, se avete giocato a gta4 lo riconoscerete subito in RDR, questo è un bene ma fino ad un certo punto
Charlston
26 mag 2010 - 10:11 - #10io sto a 30 ore e ancora non mi stanco
gta dopo 10 ore ti rompevi il kazzo
il dev team non è lo stesso di uguale ci sta solo l’engine migliorato
e poi il gameplay per certi versi assomiglia ad un rpg.
PIRATA360
26 mag 2010 - 10:21 - #11Mi spieghi perche’ diavolo hai messo nei “COSA NON CI PIACE” il fatto che la trama principale non e’ modificabile???????? Ma lo usi il cervello? Ogni gioco ha la trama principale prefissata.
Toglierei anche il multiplayer dai PREGI. Un gioco di simile portata MERITAVA UN MULTIPLAYER DA ALMENO 50 GIOCATORI A SERVER, non quei miseri 16 del fallimentare XBOX-LIVE (a pagamento ricordiamo).
baddemon
26 mag 2010 - 10:22 - #12che dire, a parte alcuni difetti perdonabili ad un gioco che si fa carico di dare immensa liberta, red dead redemption mi sta davvero coinvolgendo come pochi giochi hanno fatto in piu di 15 anni di carriera :)
TRUST
26 mag 2010 - 10:51 - #13Io sto a 20 ore di gioco e l’unica cosa che faccio è entrare nei saloon e giocare a poker, se perdo ovviamente faccio una strage ahahah
marcuzio
26 mag 2010 - 11:07 - #14questo gioco è un autentico capolavoro.sicuramente uno dei titoli più leggendari di tutti i tempi.rockstar ha fatto centro.
devil88bg
26 mag 2010 - 11:09 - #15Un pò di sano spam:
http://www.lafeltrinelli.it/products/5026555248259/Red_Dead_Redemption_Xbox360/.html?prkw=red%20dead%20&srch=0&Cerca.x=0&Cerca.y=0&cat1=&prm=
Dalla feltrinelli solo 49 euro comprese le spedizioni. Anche per la versione ps3.
cr4sh82
26 mag 2010 - 11:15 - #16Non vedo l’ora di metterci le mani e soprattutto di avere il tempo di giocarlo come si deve…. anche se il paragone con mass effect per la trama mi sembra assai azzardato.
Vero che in rockstar la narrazione la sanno fare, ma bioware è inarrivabile da quel punto di vista.
MOLTO MOLTO curioso di vedere cosa hanno combinato :)
john117_
26 mag 2010 - 11:53 - #17si ma il multy player e bello,distante anni luce dai veri multy,heavy rain nn so cosa abbia di rigiocabilissimo,visto ke per fare gli altri finali bisogna fare due tre cose diverse,se per te è rigiocabilissimo,god of war3 lasciamo perdere poverino gioco sl per gli appassionati del titolo nn del genere,alan wake è il primo vero gioco action-thriller trama ke unc2 si sogna,grafica ottima al pari tecnicamente di unch ppeccato per le texture,xke confrontare rede dead redemption con alan wake ke sn generi nn diversi ma di più xke nn lo consideri con heavy rain invece ke su tutto alan lo distrugge,mio sonaretto a da tanto ke nn giochi ad esclusive vere,ahahah e moderatori nn cancellate i commenti ke dicono la verita.
Alezzz
26 mag 2010 - 11:56 - #18Ma invece di cercare il flame disperatamente con ragionamenti che nemmeno un 12enne sotto anfetamine farebbe, ma dedicare quella mezz’ora al giorno all’italiano, in modo che si capisca almeno quello che vuoi dire no eh?
darkslayer-z
26 mag 2010 - 12:05 - #19Per me la mancanza di una trama modificabile non è affatto un difetto, anzi… a me piacciono le trame straight foward (dritte :P), perchè con più finali ti chiedi sempre quale sia quello vero, o almeno quello che verrebbe tenuto per un ipotetico sequel (gta IV docet)… è una piccolezza, ma a me infastidisce parecchio XD
Un vero difetto è la mancanza di una componente survival, che in un contesto così “libero e selvaggio” ci sarebbe stato a pennello, senza forzature.
Per il resto si sa, un gioco Rockstar equivale sempre a grande cura per i dettagli, un capolavoro annunciato per chi apprezza il genere free roaming.
Alezzz
26 mag 2010 - 12:14 - #20si se si vuole cercare una mancanza sarebbe stato bello inserire, tipo quello annunciato in fallout, un livello di difficoltà dove si contavano numero e peso delle armi trasportabili, esigenze fisiologiche (bere, dormire, mangiare) etc etc, anche se penso fosse troppo complesso da gestire poi il tutto in un gioco già così vasto.
bazur
26 mag 2010 - 12:22 - #21una cosa che mi ha lasciato perplesso sono le sparatorie che capitano in giro… per esempio: stavo andando a cavallo e vedo due tizi che sparano ad un altro che scappa. d’istinto sparo ai due che lo rincorrono.. e scopro che erano gli aiuti sceriffo!
ma porco zozza… farli distinguere un po’ meglio no? non si capisce mai chi è il buono e il cattivo in quelle situazioni…
cmq alla fine, anche se sicuramente non è stato pensato per essere voluto, va bene così… nel far west mica c’erano segnalini per capire chi era il buono e chi il cattivo
spleeter
26 mag 2010 - 12:32 - #22in effetti marston quando corre sembra avere un bastone su per il c**o…per il resto e formidabile io non gioco spesso ai free-roaming ma questo e veramente un capolavoro…buona anche l’idea di non doppiare in italiano cosi senti tutto l’accento slangato tipico del far west del sud
Gnicchetegnacchete
26 mag 2010 - 12:32 - #23Single player favoloso. multiplayer titanico sembra un po’ esagerato visto che alla fine, togliendo la modalità libera, già scarsa di suo rispetto al single, ci sono altre due modalità: sparatoria e quella con i sacchi. Mi ricordo che GTA4 aveva diverse modalità corsa. Sarebbe stato il massimo se i minigiochi (poker,5dita,ecc) li potevi giocare anche in multi.
Gnicchetegnacchete
26 mag 2010 - 12:33 - #24..e poi secondo me quelli della rockstae nn hanno mai giocato ad uno sparatutto in terza persona.
pidroa
26 mag 2010 - 12:35 - #25Davvero un capolavoro! “Movimenti a cavallo e a piedi migliorabili” secondo me significa che appaiono spesso un po’ scattosi…
smile-face
26 mag 2010 - 12:45 - #26@17:la morte dell’italiano…
sonofliberty
26 mag 2010 - 12:46 - #27Ragazzi qualcuno che ci sta giocando, può fornire qualche impressione sul multiplayer? E’ ben strutturato e divertente? Grazie in anticipo!
john117_
26 mag 2010 - 13:17 - #28basta con questo italiano,ho scritto veloce e secondo me,si nota ke gli errori sn fatti per la velocita,cmq volevo kiedervi xke mettete i meno a me,e invece mettete più a un elemento,ke nn ha detto nulla di costruttivo,ma a sl fatto notare i miei errori ma siete bambini di 11 anni ,o gente ke ragiona,per favore.
bimbo gigi
26 mag 2010 - 13:21 - #29non nuota. scaffale.
john117_
26 mag 2010 - 13:29 - #30come scaffale ,xke nn nuota?Allora comprati wii sport quello dove c’è il nuoto,cosi sarai felice.
darkslayer-z
26 mag 2010 - 13:37 - #31@29
Prova tu a nuotare, con un paio di stivali, qualche fucile, un paio di pistole e relative munizioni appresso! Oppure vai giù come un sasso?
pidroa
26 mag 2010 - 13:41 - #32@29 sono morto in 2 dita d’acqua a thieves’ landing… :D
Alezzz
26 mag 2010 - 13:46 - #33sicuramente non è stato implementato per altri motivi, ma il non nuotare è anche storicamente corretto visto il periodo storico dove non era una capacità comune a tutti, anzi, spesso anche i mozzi delle navi non sapevano nuotare.
Non lo indecherei come difetto se proprio vuoi cercare il pelo nell’uovo è molto più ridicolo che fischiando, ovunque tu sia, anche se te l’hanno appena ammazzato dopo un po arrivi un cavallo sellato pronto all’uso.
@30
ti mettono i meno e a me i più perchè non sono certo gli errori, che tra l’altro facciamo tutti, il tuo problema ma il fatto che, prova a rileggere quello che hai scritto e renditene conto, non si capisce nulla o quasi del tuo discorso, a parte i chiarissimi intenti flammatori.
ora se vuoi discutere di qualcosa il mio consiglio, qualsiasi cosa essa sia, è di rendere possibile agli altri di capire cosa vuoi dire, quindi di dare un filo logico a ciò che scrivi, tutto qui.
Poi se vuoi solo trollare affari tuoi tanto nessuno in questo senso ti sta dando o tid arà corda, se vuoi parlare di videogiochi tranquillamente ben venga, ma per farlo devi rendere comprensibile agli altri il tuo pensiero, e qui l’italiano ti verrebbe in soccorso.
Auguri!
yusuke
26 mag 2010 - 13:49 - #34Secondo me non è un “contro” la trama lineare. È pur sempre un wester crepuscolare che ha inizio, redenzione e fine, ed è fantastica così com’è. I cambiamenti avrebbero intaccato la qualità.
baronesbc
26 mag 2010 - 14:03 - #35#31
Non è per niente realistico, vai giu pure con il cavallo e non è possibile, è stata una loro scelta, per me si poteva fare meglio..
Il gioco è molto bello ma certe cose secondo me sono state viste con l’ottica sbagliata..
I costumi, per es., se metto il fazzoletto divento inarrestabile, non mi cala piu l’onore, derubo, uccido chiunque senza alcun problema.. credo che se uno vedesse un tipo con un fazzoletto come minimo si allerta ancora prima che faccia qualcosa.. si poteva fare di meglio..
Una cosa che ho gia detto piu volte, in un mondo cosi vasto e selvaggio avrei datto maggiore peso al fattore sopravvivenza, magari con dei bisogni, tipo, fame, sete, sonno etc, avrei passato ore intere a starmene in giro per il west nutrendomi di cio che cacciavo, accampandomi qua e la davanti a un bel fuoco…
Gli animali, per ceerti versi fatti benissimo, nel senso che hanno vita propria, ma i lupi per esempio sono tipo mostri.. ho fatto un esperimento, ero a cavallo e tiravio con il lazzo una capretta, il lupo ha assalito me non la capra, mi pare un po esagerato…
Il multi player, si gioca in pochi, e in fin dei conti non c’è altro da fare se non ammazzarsi a vicenda..
in fine l’energia infinita, la trovo, l’ho sempre trovata una cosa orrenda..
tutto somato reputo i miei soldi spesi bene, pero in fin dei conti è sempre un Gta…
john117_
26 mag 2010 - 14:07 - #36amico io nn voglio trollare io ho solamente risposto di consueto a charlston,xke aveva detto cose su alan wake,anke se è di un genere diverso a confrontanto alan wake a RDD,cosi io gli ho risposto ke tecnicamente e a livelle di trama alan wake vince a mani basse,poi gli ho detto ke nn è l’unico gioco ad essere poco longevo e nn rigiocabile,come unch e god of war cosi come heavy rain tutto qua nn ho affatto trollato ma ho risposto a un trollaggio,cpt riesci a capirmi adesso.ma tu nn avrai letto il commento di charlston vero,xke lo ha
john117_
26 mag 2010 - 14:08 - #37ho scordato a finire la frase,volevo dire ke lo hanno cancellato per questo nn lo avrai letto,cmq.
darkslayer-z
26 mag 2010 - 14:10 - #38@35
io invece trovo che l’implementazione dell’”energia infinita” ci stia perfettamente in un contesto ad ampio respiro quale il freeroaming… non ci sono livelli da finire, ma solo un grande territorio dove fare di tutto.
Anzi, trovo che sia il genere più azzeccato dove inserirla.
charli
26 mag 2010 - 14:21 - #39MA porca zozza ma perchè non si può nuotareeeeeeeeee, gli costava tanto dico io?? I fiumi se ricordo bene si attraversano anche a a cavallo no???? Poteva essere la ciliegina e invece è più una carota messa nel di dietro, vabbè. Cmq gioco bellissimo
-_-.
26 mag 2010 - 14:23 - #40@bimbo gigi
“non nuota, scaffale.”
LOOOOOL sei completamente fuori di cervello amico!
l1nkn
26 mag 2010 - 14:27 - #41@28
Affinché un commento possa essere costruttivo, deve essere scritto chiaramente. I tuoi commenti, oltre ad avere le solite k che andavano di moda negli anni 90 e primi 2000, non rispettano per niente la punteggiatura, le coniugazioni dei verbi e soprattutto la sintassi, sia della frase che del periodo.
La velocità di scrittura non centra quasi nulla.
Come ho già scritto qualche settimana fa, basta rileggere un paio di volte il proprio commento per eliminare eventuali errori. Alla fine dei conti ci guadagnano tutti, tu perché ti puoi esercitare a scrivere e parlare decentemente, gli altri perché capiscono meglio quello che vuoi dire, il blog perchè in questo modo raggiunge un livello di qualità migliore e di conseguenza può far vedere alle persone, con pregiudizi nei confronti dei videogiochi, che questi possono essere una forma di intrattenimento per persone colte.
john117_
26 mag 2010 - 14:31 - #42xo amico so ke ho scritto da schifo,ma leggi l’altro mio commento è capirai cosa ho scritto,e anke xke ho scritto quelle cose.
john117_
26 mag 2010 - 14:35 - #43ma la cosa ke mi ha più fatto ridere è il fatto ke la gente se la presa con me ke ho scritto da schifo e ke ho pure fatto del trollaggio,pur nn sapendo il xke ho scritto quelle cose cpt,questo blog nn fa schifo xke si scrive male ,ma per certa gente. spero ke tu lo capisca.l’altra volta i moderatori hanno scritto un post con i piedi ma io nn ho pensato ke nn sappiano scrivere ma ke l’abbiano scritto veloce.
Alezzz
26 mag 2010 - 14:38 - #44@35
difatti non intendevo fosse realistico, diciamo che è stata “una scusa” per dire che se finisci in acqua muori :D
Poteva sicuramente essere realizzato un po meno drasticamente nell’acqua bassa ma se ci pensi è anche un metodo molto usato nei free roaming per delimitare gli spazi che puoi varcare in un dato momento (pensa a Cole in infamous).
Però almeno calato nel contesto un senso ce l’ha pure, mi dirai che davvero non penso che nel west se fischiavi ti arrivavano cavalli sellati ovunque ti trovavi :D
E che serve addestrare un bel po un cavallo prima che ti segua con un fischio.
PS
per rispondere a chi pensa che i fiumi si guadino così senza colpo ferire….i cavalli sellati e con tutto l’equipaggiamento caricato sopra + un tizio di minimo 80 Kg nell’acqua profonda è giusto che affoghino…non so chi pensa di guadare un fiume profondo in sella a un cavallo se sa di cosa si sta parlando…si cercavano i GUADI apposta dove l’animale toccava….
Draculaita
26 mag 2010 - 14:39 - #45L’ho ordinato sul sito Feltrinelli, nn vedo l’ora di poterci giocare; e’ il mio genere preferito :-)
PIRATA360
26 mag 2010 - 14:40 - #46MESSAGGIO PER ALEZZZ #33:
Non sara’ realistico, pero’ se non l’avessero implementato saresti stato il primo a dire “Oh sono nel deserto, mi e’ morto il cavallo e mi e’ toccato farmi tutto a piedi che due balls. Ma non potevano implementare un nuovo cavallo che arrivi al momento del bisogno?”.
Sti commenti idioti non li capisco proprio, davvero! Sforzatevi almeno di pensare a cose intelligenti. Per il fatto del nuotare chi se ne frega??? E’ praticamente tutto deserto!!!
john117_
26 mag 2010 - 14:41 - #47i giochi nn devono dimostrare ke sn per persone colte da un commento scritto bene da una persona ke nn si sa nemmeno da dove venga,ma i giochi stessi devono dimostrarlo,cpt,potrei scrivere ca-xx-ate tutto il giorno ma le scrivo in modo pulito e decente nn dimostrerei ke i giochi siano per persone colte,cpt,quindi è inutile( nn è una cosa personale riguardo a te ma a tutti)fare il colto con me ok xke nn mi dimostri ke capisci di giochi sl xke sai scrivere bene ok.
theand
26 mag 2010 - 14:51 - #48Io trovo il gioco un assoluto capolavoro, se pur non privo di difetti. Provate a galoppare nel pieno del deserto in una notte stellata…e’ semplicemente stupendo…La mappa e’ proporzionata hai mezzi di trasporto, ci vuole tempo a cavallo anche in corsa ad attraversare la mappa. Io personalmente sono a 7 ore di gioco e mi trovo gia’ nella zona di New Messixo….. La trama e’ molto bella e le missioni le ho trovate molto varie. Alcune da urlo veramente, altre un po’ meno. Una critica i movimenti un po’ legnosi, il fatto che se si viene morsi da un serpente sonagli non ti capiti nulla e la cura serva solo a rigenerare la vita persa nei combattimenti. Avrei anche io optato per un utilizzo di bisogni quale lavarsi e mangiare. Il fatto che muoia perche’ non sappia nuotare lo vedo come un mezzo difetto ma non così invalidante. I mini giochi sono spassosi e le missioni secondarie molto ben strutturate. Il comparto audio mi ha lasciato un po’ a desiderare, pensavo in qualche colonna sonora epica di Enio Morricone, invece nulla, peccato. Poi il font dei dialoghi e’ veramente troppo piccolo e spesso mi sono ritrovato fuori strada con il cavallo anche in missione per leggere quello che dicevano i comprimari. Consiglio caldamente l’acquisto comunque in quanto il gioco merita tantissimo in termine di giocabilita’, rigiocabilita’, trama e grafica.
Di_Natale_Bomber
26 mag 2010 - 15:04 - #49@john117 se su qualsiasi post tu commenti la gente ti fa notare che tu e l’italiano siete completamente discordi un motivo ci sarà no?? e basta usare la scusa del fatto che scrivi veloce, non regge più! come han già sottolineato qui si tratta di un problema di morfologia e sintassi, non di errori di battitura. e poi basta anche fare la solita console war da bambinetto di 10 anni ogni volta! Sei contento della tua x360? bene per te, ma non stufare ogni santa volta, in qualsiasi posto di qualsiasi argomento, che la ps3 fa schifo e la 360 regna: hai rotto!!!!
detto questo rdr gran gioco oggi o al massimo domani sarà mio!! Grande rockstar
Ekto
26 mag 2010 - 15:09 - #50Sono un utente PC.. e sto rosicando! :D
Invidia invidia..