I TOP e i FLOP del 2011 per Gamesblog.it

I migliori e peggiori giochi del 2011 nelle personalissime "classifiche" dei redattori di Gamesblog.it
I TOP e i FLOP del 2011 per Gamesblog.it
I migliori e peggiori giochi del 2011 nelle personalissime "classifiche" dei redattori di Gamesblog.it


Eccoci all’ormai consueto appuntamento di fine anno dove ogni membro della redazione di Gamesblog.it elenca i dieci giochi che più gli sono piaciuti e i dieci che invece non sono stati all’altezza delle sue aspettative.

I pareri espressi sono completamente soggettivi, si basano su esperienze personali, e naturalmente prendono in considerazione solo i titoli che ogni redattore ha avuto modo di provare approfonditamente. Non si tratta di una classifica oggettiva dei migliori e peggiori giochi usciti nel 2011, poiché non viene applicato il filtro dell’oggettività che si utilizza in fase di recensione.

Fra i giochi “Top” più gettonati dalla nostra redazione spiccano Dark Souls, Portal 2, The Legend of Zelda: Skyward Sword, The Elder Scrolls V: Skyrim e Batman: Arkham City. Fra i “Flop”, invece, sono Duke Nukem Forever, Dead Island, L.A. Noire e PES 2012 a salire sulla graticola.

Subito dopo la pausa troverete le liste complete di ogni redattore. Non esitate a commentare e dirci quali sono le vostre personali scelte per questo 2011.

David

  1. Dark Souls – normalmente si parla di questo gioco per la sua presunta “difficoltà”. In realtà, anche se molto superiore alla media attuale, la difficoltà di Dark Souls non è poi così incredibile, ed è in linea con quello che offriva la maggior parte dei giochi una quindicina di anni fa circa. Quello che rende Dark Souls il mio gioco preferito del 2011 è l’insieme di altri elementi: le meccaniche granitiche ed estremamente appaganti, l’ambientazione misteriosa e affascinante, gli scontri all’arma bianca migliori di sempre, l’originalissima modalità multiplayer. Non solo il miglior gioco del 2011, ma uno dei migliori degli ultimi 10 anni.
  2. The Elder Scrolls V: Skyrim – Oblivion mi aveva annoiato dopo poche ore. Non mi intrigava, mancava di un “qualcosa” che gli impediva di incollarmi davanti allo schermo. Quel qualcosa c’è invece in Skyrim, che pur non rivoluzionando la serie riesce a migliorare il suo predecessore sotto ogni singolo punto di vista. Non un gioco perfetto, ma probabilmente il migliore RPG in assoluto se consideriamo la combo vastità/varietà/atmosfera. Se poi lo giochiamo su PC con i giusti mod, il giudizio migliora ancora.
  3. Portal 2 – riuscire a migliorare il primo Portal non era cosa facile, soprattutto nel mantenere alta la curva d’interess pur aumentando la longevità. Valve è riuscita nell’impresa sfornando un capolavoro di design, un metro di paragone per il multiplayer cooperativo, nonché uno dei giochi più “umani” degli ultimi tempi.
  4. Minecraft – il 2011 è stato l’anno di Minecraft, un fenomeno indie esploso nel giro di pochi mesi. Un “ruba-tempo” come se ne ricordano pochi altri, che ha però il merito di stimolare fantasia e creatività.
  5. Uncharted 3 – nonostante alcuni difetti che con gli anni si cominciano a vedere un po’ troppo, la saga di Uncharted rimane imperdibile. Uncharted 3 è probabilmente il gioco più “cinematografico” che io abbia mai visto, con alcune sequenze inauditamente spettacolari. Anche merito della grafica, semplicemente magnifica. Per il futuro, però, è necessario cambiare qualcosa.
  6. The Witcher 2 – fantastico sotto ogni singolo aspetto, uno dei giochi di ruolo occidentali più belli visti negli ultimi anni.
  7. Top Spin 4 – capitolo meglio riuscito dell’unica saga tennistica che ha provato ad offrire una vera simulazione, non limitandosi a scimmiottare questo sport sublime. Inizialmente ostico, una volta presa mano si rivela solido, profondo e dannatamente gratificante. Di gran lunga il miglior gioco di tennis mai creato.
  8. The Legend of Zelda: Skyward Sword – non ai livelli dei capitoli più leggendari, ma comunque abbastanza per rientrare nella mia personale Top 10 del 2011.
  9. Killzone 3 – migliore del predecessore nel single player, così come nello straordinario team deathmatch in multiplayer (che ho consumato fin dalla alpha). Peccato per le rimanenti modalità multiplayer, un po’ caotiche e mal organizzate.
  10. Resistance 3 – molti hanno storto il naso di fronte agli elementi “vecchia scuola” che gli Insomniac Games hanno reintrodotto in questo gioco. Io li ho adorati, trovandoli perfettamente pertinenti, adattissimi alle meccaniche di gioco e ancora molto ma molto efficaci (forse più di tante novità introdotte negli ultimi anni). Oltre a questo, ottima longevità, grande narrazione e discreto multiplayer.

Delusioni:

  1. Duke Nukem Forever – ignobile operazione commerciale che sfrutta un nome leggendario e, ancora peggio, quel sentimento di nostalgia proprio a tanti videogiocatori. Gioco squallido e caratterizzato da pessimo gusto dietro ogni angolo, DNF è pieno zeppo di battute che non fanno ridere, volgarità gratuite e pesante svilimento della figura femminile. Tutto questo, mai minimamente riconducibile a una qualche forma di parodia o satira che potrebbe in qualche modo dare una dimensione diversa e meno triste a questo lerciume. La sagacia e il carisma visti nel protagonista di Duke Nukem 3D sono scomparsi, lasciando spazio a una caratterizzazione puerile e forzata. E naturalmente non dimentichiamo una grafica di 5 anni fa, meccaniche di 15 anni fa, e un level design che impallidisce di fronte alla complessità del corridoio di casa mia. Un insulto a tutti fan del Duca. Quello vero.
  2. L.A. Noire – tanta attesa e tante aspettative che nel mio caso si sono tradotte in tanta, tantissima noia. Le meccaniche investigative – che dovevano essere il punto di forza del gioco – sono banali e guidate. L.A. Noire fallisce proprio in quegli elementi che lo dovevano distinguere dalla massa, ed eccelle invece altrove, come ad esempio nelle splendide animazioni facciali. Solo quell’abominio di Duke Nukem Forever impedisce a L.A. Noire di finire in cima all’elenco dei miei personalissimi Flop 2011.
  3. Gears of War 3 (single player) – non ho avuto il tempo di giocare il multiplayer di Gears of War 3, ma ho trovato la campagna per giocatore singolo troppo semplificata e appiattita. Giocando al massimo della difficoltà mi è bastato uno sforzo minimo per completare il gioco, anche grazie ad una micidiale squadra gestita dalla CPU sempre molto pronta a rianimarmi e massacrare nemici con troppa facilità. Semplificato anche il design dei livelli, che molto spesso favorisce il giocatore mettendolo dentro una sorta di “tiro a segno della fiera” dove i nemici si presentano frontalmente e con molto anticipo. Non ci siamo.
  4. Dragon Age II – uno dei tanti esempi emblematici di quest’industria videoludica sempre più proiettata verso i “button masher”. Il primo capitolo è stato un capolavoro RPG occidentale che ha saputo mescolare elementi classici a novità importanti. Questo seguito è solo un banale gioco d’azione con elementi RPG. Peccato, davvero.
  5. PES 2012 – dopo anni di chiacchiere e promesse, i risultati sono sempre i medesimi. Una serie che non riesce a tornare agli antichi fasti, forse anche perché gli incassi ancora elevati non spronano nessuno ad impegnarsi nell’impresa…
  6. FIFA 12 – molti si stupiranno di vedere anche FIFA 12 nella mia classifica dei flop. Oggettivamente è molto (ma molto) superiore al concorrente PES 12, e ha introdotto alcune novità interessanti. Anche FIFA 12, però, fallisce nel tentativo di farmi riappassionare veramente a un gioco calcistico. Probabilmente il motivo è da ricercare nell’atavica legnosità e nella poca immediatezza delle meccaniche, che a mio avviso sono ancora il problema principale della serie. FIFA 12 rimane un gioco troppo faticoso da giocare, e non lo dico certo da giocatore della domenica.
  7. Xperia Play – l’aspetto meno convincente di questo smartphone è proprio quello videoludico, ma la vera causa del flop è stato il supporto software semplicemente ridicolo, quasi inesistente. E, naturalmente, un prezzo di lancio troppo alto.
  8. Nintendo 3DS – Mamma Nintendo non manca mai di sfornare almeno una mezza dozzina di capolavori per ogni sua console, ma nonostante ciò questo 3DS non mi ha proprio convinto, complice anche una line-up di lancio veramente scarsa. Inoltre, il 3D mi sembra ancora un modo per far vendere più Moment più che la nuova frontiera del divertimento digitale.
  9. Modern Warfare 3 – per quanto riguarda il multiplayer, sono fra i pochi “eretici” che da World at War in poi preferiscono il lavoro dei Treyarch a quello degli Infinity Ward (o di quel che rimane di loro). Come in Modern Warfare 2, anche in questo nuovo capitolo le mappe sono troppo piccole e frenetiche, difficilissime da giocare in modo appena più tattico o ragionato. In World at War e Black Ops c’erano invece alcune mappe (tipo Jungle) che pur garantendo il classico stile “Call of Duty” non richiedevano di giocare come invasati, a ritmi inumani.
  10. Dead Island – altissime le aspettative, soprattutto dopo il famoso trailer in CGI, vero e proprio capolavoro di marketing. Il gioco si è poi rivelato un ricettacolo di bug e di meccaniche sbilanciate.


Rosario

Top 10:

  1. To The Moon – Una produzione indie e un piccolo capolavoro. Un “gioco” che tutti quanti dovrebbero provare e che andrebbe mostrato a chiunque voglia scrivere una storia, in quanto in grado di suscitare fortissime emozioni difficili da dimenticare. Non a caso la parola gioco tra virgolette, vista la natura di To The Moon più da storia (bellissima) interattiva.
  2. The Witcher 2: Assassins of Kings – Degno seguito di un primo capitolo che ha saputo tenere alto l’onore della piattaforma PC. Per l’occasione ovviamente CD Projekt ha saputo migliorare il proprio prodotto, offrendo a tutti gli amanti di Geralt e compagnia un validissimo modo per seguire la storia dello strigo.
  3. Batman: Arkham City – Sperando che il 2012 porti più roba nuova, nell’anno dei sequel nel frattempo è impossibile non ricordare Arkham City, nuovo titolo dedicato all’uomo-pipistrello. Rocksteady Studios ha saputo migliorare la quasi-perfezione del precedente episodio, facendo di questo nuovo capitolo un must have sia per tutti i fan di Batman che per gli amanti dei giochi d’azione.
  4. Uncharted 3: L’Inganno di Drake – L’Indiana Jones del videogioco. Se nella precedente generazione di console era Lara Croft con le sue curve mozzafiato l’incarnazione dello spirito dell’avventura, con la serie Uncharted Sony ha saputo fare di Nathan Drake non solo un simbolo del mondo PlayStation, ma anche un punto di riferimento all’interno del genere.
  5. FIFA 12 – Una simulazione ormai completa a 360°, arricchita da un Impact Engine in grado di rendere il tutto ancora più verosimile con modalità di gioco per tutti i gusti. Electronic Arts ha saputo ormai consolidare la propria posizione di dominio di un genere che pochi anni fa era più che saldamente nelle mani di Konami.
  6. The Elder Scrolls V: Skyrim – C’è bisogno di dire il perché? Un titolo leggendario, degno erede di una serie diventata per i giochi di ruolo occidentali il principale termine di paragone. Impossibile non professarsi un vero giocatore di ruolo (virtuale) senza avere Skyrim nel proprio “palmares”.
  7. Rayman Origins – Semplicemente il miglior platform da un bel pezzo a questa parte. Un ritorno in pompa magna per la melanzana più famosa del videogioco.
  8. Minecraft – Un vero e proprio fenomeno in grado di coinvolgere tantissime persone. Si può amare o odiare ma è innegabile che Minecraft sia arrivato sulla piazza per diventare un nuovo punto fermo degli appassionati online.
  9. Portal 2 – Altro sequel, altro capolavoro. Tra modalità singola e multigiocatore, un’ulteriore conferma per Valve che sembra ormai essere in grado di non sbagliarne una. Più che ottimo sotto tutti i punti di vista.
  10. The Legend of Zelda: Skyward Sword – Il ritorno di Zelda sulla scena Nintendo non poteva che essere un pezzo unico, in grado di far ricordare a tutti quanti i fan della grande N il motivo per cui questa serie va ancora avanti a distanza di anni dal suo primo arrivo sul mercato. Un’integrazione perfetta del motion control che probabilmente incarna finalmente l’idea originaria dell’azienda giapponese.

Delusioni:

  1. Duke Nukem Forever – Il Duca è tornato, e questo viste le vicissitudini che ha dovuto passare per lo sviluppo è comunque molto. Ma al di là dei sentimentalismi nei confronti di uno dei personaggi più amati dei videogiochi, resta un gioco incompleto che non può non sapere di vecchio.
  2. Pro Evolution Soccer 2012 – Nuovo passo falso di Konami, che nonostante le migliorie introdotte nella serie PES non ha saputo fare di meglio per tentare di contrastare FIFA, ormai padrone della scena. Rimandato all’anno prossimo, sperando in una sveglia.
  3. Jurassic Park – La magra figura su Metacritic degli sviluppatori parla da sé: un gioco decisamente al di sotto degli standard ai quali Telltale ci ha abituati.
  4. Brink – Tanta l’attesa, quanta la delusione. Non un cattivo gioco intendiamoci, vista l’indubbia qualità del comparto cooperativo, ma Brink è probabilmente il classico esempio di gioco vittima del suo stesso hype.
  5. Transformers: Dark of the Moon – D’accordo: i giochi tratti da film raramente sono degni di essere chiamati tali, ma a tutto c’è un limite. Limite ampiamente passato dall’ultimo Transformers, in grado di arrivare sul mercato in uno stato palesemente incompiuto e pretendendo anche che la gente pagasse per averlo.
  6. Call of Juarez: The Cartel – Se ci sono stati molti sequel degni dei loro predecessori, questo non è stato uno di essi. Capitolo completamente sbagliato da parte di Techland, che avrà comunque la possibilità di rifarsi (si spera) col nuovo episodio.
  7. Dead Island – I 3 milioni di vendite sicuramente non si conciliano col termine flop. Eppure, soprattutto dopo il primo fantastico trailer da Dead Island mi aspettavo molto di più: non un cattivo gioco, ma completamente privo degli elementi che avrebbero potuto farne un capolavoro.
  8. Need for Speed: The Run – Molto fumo e poco arrosto per il nuovo capitolo della serie Need for Speed, nella mente degli sviluppatori destinato a diventare anello di congiunzione tra i diversi modi d’intendere le corse di Hot Pursuit e Shift 2. La trama scontata mette riesce a mettere in cattiva luce la possibilità di godere del panorama offerto dalle ambientazioni americane. Peccato.
  9. Dragon Age II – Un tradimento in piena regola effettuato da BioWare ai danni dei suoi fan più sfegatati, che aspettavano l’arrivo di questo titolo così come quello di un nuovo Messia. Un gioco alla fin fine anche bello intendiamoci, ma decisamente lontano dalle aspettative in esso riposte dai fan dei giochi di ruolo.
  10. La lineup di Nintendo 3DS – Troppo poco per il lancio di una console di questa importanza. Oltre Nintendogs dov’erano i “grandi” della scuderia Nintendo quando 3DS arrivava sul mercato?


Matteo

Top 10:

  1. Battlefield 3 – Non c’è niente da spiegare. La guerriglia non è mai stata così esaltante. Soprattutto in modalità multigiocatore. Avete provato per caso a fare “James Bond“? Io si ed è uno spettacolo!!
  2. Batman: Arkham City – In attesa dell’epilogo della pellicola cinematografica di The Dark Knight, il titolo di Rocksteady Studios è un degno videogioco da gustare fino in fondo per assaporare appieno l’universo di questo eroe dei fumetti.
  3. Uncharted 3: Drake’s Deception – Le avventure di Nathan Drake non mi stancheranno mai. Questo terzo capitolo si conferma ancora una volta il miglior action-adventure dell’anno. Se poi avete la possibilità di godervelo in 3D, l’immersione sarà totale.
  4. Zelda: Ocarina of Time 3D – Non insultatemi, ma non avevo mai giocato il capitolo originale uscito su Nintendo 64 e infatti mi sono ripromesso di farlo non appena fosse uscito per Nintendo 3DS. Mai tale scelta fu più azzecata. Mi ha rapito totalmente lasciandomi sorprendentemente ammaliato.
  5. Superbrothers: Sword & Sworcery EP – Il capolavoro del 2011 per sistemi iOS. L’elogio al retrogaming per eccellenza. Dallo stile estetico a quello narrativo, Sword & Sworcery EP rapisce letteralmente i giocatori di vecchia data. La colonna sonora poi… pura classe!
  6. ICO & Shadow of the Colossus HD Collection – Due dei titoli più poetici usciti per PS2 si sono riproposti in una veste grafica in alta definizione eccelsa. Non potevo farmeli scappare. In attesa di The Last Guardian, sempre se uscirà, ICO e Shadow of the Colossus sono da giocare e rigiocare assolutamente.
  7. Mario Kart 7 – Uno dei migliori titoli della serie. Stessa formula dei precedenti ma arricchito con succulenti novità e con un uso efficiente delle funzionalità 3D e online di Nintendo 3DS. Finalmente la console sta iniziando ad essere utilizzabile dopo un lancio abbastanza deludente…
  8. Super Mario 3D Land – La mascotte Nintendo si merita decisamente una doppia presenza nella mia Top 10 del 2011, dal momento che il baffuto idraulico è riuscito a rinnovarsi ulteriormente anche sulla nuova portatile Nintendo con uno dei più classici generi videoludici dove solitamente presenzia, ossia il platform.
  9. Dead Space 2 – Electronic Arts ha confezionato ancora una volta un meraviglioso survival horror fantascentifico. Soprattutto attingendo da due delle pellicole cinematografiche che più ho apprezzato del genere, Alien e La Cosa. Suspance e paura a mille!
  10. Another World iOS – Sono un eterno nostalgico, se non si era ancora capito. Non penso ci sia bisogno di spiegare nel dettaglio il motivo di aver messo nella Top 10 del 2011 questo indimenticabile titolo per Amiga.

Delusioni:

  1. RAGE – Ho trovato il titolo id Software abbastanza monotono e poco ricco di novità. Sarà che nella moltitudine di sparatutto in prima persona sono rari i titoli che impressionano. RAGE, a mio avviso, non riesce nell’intento.
  2. Dead Island – Da estimatore delle pellicole cinematografiche di George Romero non potevo stare lontano da un titolo che come prima presentazione ha avuto uno dei più acclamati teaser trailer della storia dei videogiochi. Peccato che alla fine il gioco non mantenga per niente le atmosfere promesse…
  3. Assassin’s Creed: Revelations – Per carità, il titolo Ubisoft è senza dubbio ottimo tecnicamente e soprattutto interessante in termini di trama, ma la “minestra riscaldata più volte” non fa per me. Mi ero già stufato con il Brotherhood, figuriamoci con questo. C’è bisogno di novità consistenti.
  4. Driver: San Francisco – Ho amato la serie sin dal primo titolo, ma vedere un franchise del genere distaccarsi dalla realtà utilizzando meccaniche di gioco “paranormali” per rinnovarsi mi è sembrata uno po’ una buffonata.
  5. Duke Nukem Forever – Troppa attesa, troppo hype ma soprattutto un comparto tecnico che ai giorni nostri non è accettabile. Grande vita al Duca, ma non in questo modo.
  6. L.A. Noire – Tanto di cappello a Team Bondi per aver implementato una sorprendente tecnologia per il motion capture facciale, ma purtroppo non basta questa tecnica per tenere alta la voglia di continuare a giocare. L’ho trovato noioso e poco curato in tutto il resto.
  7. Call of Duty: Modern Warfare 3 – Altra minestra riscaldata a mio avviso. Non me ne vogliano i fan del franchise Activison, ma preferisco cimentarmi in battaglie online sulle vaste mappe di Battlefield 3, magari a bordo di un devastante caccia da guerra
  8. …ma anche 9) e 10): Titoli di lancio di Nintendo 3DS – Come anche i fatti hanno constatato, il lancio di Nintendo 3DS è stato uno dei più deludenti della storia. Nel calderone dei Flop del 2011 ci metto tutti i titoli che hanno accompagnato l’uscita della console, nessuno escluso.


Antonio

Mi rendo conto che omissioni come quelle relative a Portal 2 o Dark Souls gridano vendetta al cospetto del dio del videoludo (o del semplice buon senso), ma strada facendo ho dovuto lasciarli indietro. Tra i propositi per il prossimo anno c’è anche quello di non darla più vinta a lui, il tiranno dei tiranni: il tempo.

Top 10:

  1. Catherine – Tanta confusionaria attesa, alla fine ampiamente ripagata. Catherine non fa sconti: o ci entri “con tutte le scarpe”, oppure l’incubo diventa il tuo. Il concept è geniale, e a pensarci, i rischi corsi erano alti. Lieto di notare che, pure stavolta, dove c’è stato il rischio c’è stata la gloria. Non vorrei risultare poco carino nei confronti di altri che hanno collaborato sapientemente al progetto, ma Shoji Meguro ha fatto un gran lavoro con la colonna sonora.
  2. ICO e Shadow of the Colossus HD – Sono sempre loro, ma in alta definizione.
  3. Child of Eden – Difetti? Sì, abbastanza. Ma mentre tutti si giravano i pollici con questa povera periferica (Kinect) tra le mani, Mizuguchi ha gettato nella mischia qualcosa di valido. Avanti il prossimo.
  4. Sonic Generations – Lacrime. Di gioia, è evidente. Un tuffo nel passato, operato con un nodo alla gola che poco si presta a qualsivoglia descrizione. Se c’era bisogno di un ennesimo attestato d’amore per questa saga, personalmente fatico ad immaginarne uno migliore.
  5. The Elder Scrolls V: Skyrim – Non ci si adirerà mai abbastanza con Bethesda per certi bug. Comprensibili certo, ma spesso assordanti. Poi, però, ti ritrovi a vagare per lande innevate di una bellezza sconvolgente. E tra un urlo e un nemico arrostito, davvero sei portato a credere che il prezzo da pagare per tutto questo non sarà mai abbastanza alto.
  6. Zelda: Skyward Sword – E’ bello, è nuovo, è fresco. Qualcuno aveva cominciato a credere che questi tre aggettivi non avrebbero più trovato una così piena armonia in uno Zelda. Eppure così è stato. Stile alle stelle e meccaniche sopra le righe. E’ Zelda proprio per questo: atterrisce con la sua semplicità.
  7. Zelda: Ocarina of Time 3D – Beh, sarebbe interessante sapere con esattezza quanti 3DS in meno circolerebbero in giro senza di lui. Chi lo giocò all’epoca potrebbe trovarlo “invecchiato”, nonostante il restyling grafico. Tuttavia mi sforzo di credere che la magia sia senza tempo.
  8. Uncharted 3 – Il miglior Uncharted. Lo scrissi in sede di recensione e non ho ancora trovato un motivo valido per cambiare idea.
  9. FIFA 12 – Proprio quando sembrava che per il momento non fosse possibile fare di meglio, ecco che EA Sports riesce nell’impresa di un ulteriore passo in avanti.
  10. Guardian Heroes – L’era Saturn funziona praticamente da calamita. E per l’epoca, uno dei titoli più rappresentativi è certamente questo. Tosto e seducente. Ci voleva.

Delusioni:

  1. Pes 2012 – Stiamo ancora aspettando. E non regge più il fatto che lo zoccolo duro resti legato a quella che fu un tempo una gloriosa serie.
  2. Dead Island – Quel trailer da Festival del Cinema ci aveva spiazzati. Non solo, l’idea era pure accattivante. Troppa approssimazione, però, in fase di realizzazione. Ciò che resta sono dei morti in costume da bagno che camminano.
  3. L.A. Noire – Da una gestazione così travagliata era lecito supporre un esito incerto. Per quanto Rockstar ci abbia messo una provvidenziale pezza, l’inconsistenza di una struttura così ancorata alle sue fasi investigative ha minato la riuscita di un titolo dal potenziale innegabile.
  4. Pilot Wings – E dire che è stato il mio primo titolo su 3DS. Oltre a questo, ricordo pure di essermici divertito. Tuttavia continua a non andarmi giù il fatto che non ci sia stato “offerto” in bundle con la console. Poca la carne al fuoco.
  5. Crysis 2 – Sì lo so, molti avranno certamente strabuzzato gli occhi giocandoci. Il sottoscritto è rimasto tiepido come poche volte gli è capitato. E più andavo avanti, più quella sensazione di mancato soddisfacimento avanzava. Alla fine ho preferito ricordare i fasti del primo Crysis. Ah sì, chiaramente ho avuto modo di giocarci solo su console.
  6. Lord of Arcana – Non è mio costume disdegnare titoli quasi interamente ricalcati su idee altrui. Ma che almeno siano fatte con criterio. Diversamente ci si limita a una brutta copia.
  7. Dragon Age 2 – In tutta onestà, sto ancora cercando di capire cos’abbia in mente EA con questa saga. Il primo lo portai avanti per inerzia (oltre che per una trama tutto sommato coinvolgente, è corretto dirlo), ma qui? No, il problema è un altro: dove sta l’anima di questo gioco? Quando lo capirò, forse comincerò ad apprezzarlo.
  8. Dead Rising 2: Off the record – Qui mi trovo un attimo in difficoltà. Ho amato Dead Rising 2, inferiore al primo solo perché comprensibilmente meno ispirato. Non dico un terzo capitolo, ma nonostante il prezzo ridotto, certe operazioni non godono di particolare favore dalle mie parti.
  9. Virtua Tennis 4 – Ci provano e ci riprovano, ma l’impressione è sempre più quella che si stia tenendo in vita un cadavere. E credetemi, mi costa doverlo ammettere.
  10. Rugby World Cup 2011 – In un impeto di sperimentazione, e spinto dall’imminenza del Mondiale, ho provato a capire se questo titolo potesse fare al caso mio. Ho scoperto con non poca amarezza che i tempi per un gioco di Rugby (non Football, mi raccomando) degno di tale nome non erano ancora maturi, probabilmente.


Filippo

Top 10:

  1. The Witcher 2 – Eccezionale GDR dal carattere adulto e caratterizzato da una narrazione superba e da personaggi splendidamente tratteggiati. Lo giocherò di nuovo anche su Xbox 360!
  2. Portal 2 – Valve è riuscita nella difficile impresa di arricchire e perfezionare all’inverosimile quanto di buono aveva già mostrato con il primo Portal, aggiungendo a un’idea eccellente una trama coi fiocchi e una caratterizzazione sublime. Lo adoro, soprattutto su PC!
  3. Dark Souls – Questo action-gdr viene nominato principalmente per la sua elevata difficoltà, ma in realtà nasconde molto altro. Il gameplay raffinato, il level design incredibile e l’ottimo bilanciamento generale garantiscono un’esperienza longeva e avvolgente. Ci ho passato più di 110 ore. Devo aggiungere altro?
  4. The Legend of Zelda: Skyward Sword – Ci sono voluti diversi mesi per realizzare questo capitolo di Zelda, ma l’attesa è stata abbondantemente ripagata dalla qualità del prodotto finale. Un piccolo gioiello che chiunque dovrebbe giocare. Non ci sono scuse.
  5. Sword&Sworcery – Un eccellente progetto per iPhone e iPad. Un’avventura coinvolgente. Una colonna sonora indimenticabile. Uno stile grafico unico. Un gioco da avere. Punto.
  6. Ghost Trick: Una vera sorpresa per DS da Capcom. Il papà di Phoenix Wright ha realizzato un nuovo gioiello dallo stile impeccabile e capace di tenere incollati ai due schermi della console portatile Nintendo per diverse ore. Unico difetto? La scarsa rigiocabilità.
  7. Batman: Arkham City – Gli appassionati del Cavaliere Oscuro non possono assolutamente mancare l’appuntamento con questo splendido capolavoro.
  8. The King of Fighters XIII – Semplicemente il miglior picchiaduro a incontri dell’attuale generazione. Grafica bidimensionale da urlo e un gameplay raffinatissimo lo rendono un must buy per gli appassionati. Peccato per l’online zoppicante!
  9. Super Mario 3D Land – Nintendo è riuscita ancora una volta a rinfrescare il suo cavallo di battaglia con uno splendido mix di elementi classici e di nuove trovate. Imperdibile!
  10. Rayman Origins – Rayman torna alle origini con un titolo artisticamente scintillante e dal gameplay dirompente. Un vero sogno per i giocatori della vecchia scuola come il sottoscritto.

Delusioni:

  1. Dead Island – Un’idea interessante rovinata da una realizzazione tecnica da dimenticare e da una struttura di gioco eccessivamente dispersiva. Io l’ho trovato anche noioso!
  2. Dead Rising 2: Off the Record – Il primo Dead Rising, con tutti i suoi difetti, era un gioco divertente e dal carattere ben delineato. Il suo seguito era tecnicamente superiore ma soccombeva in ogni altro aspetto rispetto alla prima avventura di Frank West. Lo stesso è purtroppo accaduto con Off the Record.
  3. Modern Warfare 3 – La conclusione della trilogia bellica Activision è eccessivamente simile al precedente episodio, oltre ad essere caratterizzata da mappe multiplayer meno ispirate e coinvolgenti.
  4. Need For Speed: The Run – Il gioco di corse arcade Electronic Arts sarebbe potuto essere eccezionale, ma una serie di banali errori di game design lo ha reso noioso e frustrante. Peccato!
  5. Driver San Francisco – Il tentativo Ubisoft di rinnovare la saga di Driver si è rivelato divertente sotto alcuni punti di vista, ma dannatamente nocivo sotto altri. La nuova dinamica dello shift, infatti, rende superflui i furiosi inseguimenti da sempre marchio di fabbrica della saga.
  6. BlazBlue: Continuum Shift 2 (3DS) – Pur mantenendo tutta la spettacolarità visiva delle versioni PS3 e Xbox 360, BlazBlue per 3DS è rovinato da un’azione drasticamente rallentata e, naturalmente, dalle difficoltà di controllo generate dal minuscolo d-pad.
  7. StarFox 3D – Lo aspettavo tanto, ma quando ho finalmente avuto la possibilità di giocarlo sono rimasto davvero deluso da questo capitolo per 3DS di una saga che ho sempre amato alla follia.
  8. Ultimate Marvel Vs Capcom 3 – Nonostante sia ancora oggi attratto da alcuni dei personaggi aggiunti in questo aggiornamento di Marvel Vs Capcom 3, non riesco a perdonare la casa di Osaka per questa bieca manovra commerciale.
  9. Bodycount – Avendo adorato Black su PS2 e Xbox mi aspettavo molto da Bodycount, progetto nato dallo stesso designer. Le difficoltà che il titolo ha incontrato durante il suo sviluppo, tuttavia, hanno dato vita a una serie di problemi impossibili da ignorare. Da dimenticare.
  10. Resident Evil: The Mercenaries 3D – Capcom è riuscita a vendere a prezzo pieno quella che in passato era una semplice modalità aggiuntiva. Complimenti!

The Witcher 2: Assassins of Kings - galleria immagini

Michele

Top 10:

  1. Dark Souls – In assoluto, e senza alcun dubbio, il mio miglior videogioco del 2011. Capace di consumare psicologicamente un uomo e di torturarne l’anima in modi inimmaginabili, il capolavoro di From Software offre un tasso di sfida ai limiti del sadismo ma non scade mai nella violenza punitiva fine a se stessa. L’impagabile soddisfazione suscitata da ogni piccola ma sudata conquista è li a testimoniarlo.
  2. Minecraft – Piu che un videogioco, una vera e propria droga. Sull’omino squadrato di Notch Persson esul suo universo pixelloso fatto di caverne e di insolite creature sopravvissute all’era delle console 8-bit ci si potrebbero scrivere saggi sociologici per i prossimi dieci anni. Perchè, forse, chi ha passato come me interi mesi a scavare tunnel chilometrici non l’ha fatto per acquisire risorse da utilizzare per costruire chissà cosa, ma intimimamente l’ha fatto per guadagnare la liberta un pezzettino alla volta.
  3. Deus Ex: Human Revolution – Cosi lontano dal suo glorioso predecessore, eppure cosi rispettoso della tradizione della saga, Human Revolution è un magnifico microcosmo che pulsa di vita e si evolve in base alle scelte del carismatico protagonista. Se tutti gli sparatutto fossero così, dipendesse da me questa generazione di console durerebbe all’infinito.
  4. Homefront – considerando le limitate risorse finanziarie a disposizione dei Kaos Studios (che difatti non hanno retto il peso dell’investimento e si sono sciolti), il loro FPS bellico dovrebbe essere annoverato tra i piu interessanti videogiochi dell’anno. Nonostante le forzature semplicistiche del gameplay e le gravi lacune grafiche, il modo in cui viene rappresentata l’occupazione dei coreani e la lotta partigiana degli americani giustifica ogni cosa e merita di entrare nella mia Top 10.
  5. LittleBigPlanet 2 – Il titolo con cui ho giocato e sperimentato di più nel corso dell’anno. La variopinta campagna principale, la sconfinata comunita di modder, la splendida direzione artistica e le capacità uniche dell’editor ne fanno un capolavoro a tutto tondo che stimola l’immaginazione dei piu giovani e rappresenta al tempo stesso una grande sfida per tutti i videogiocatori di lungo corso. Ode a Sackottino!
  6. From Dust – Una piccola gemma che fonde la libertà di Black & White e la complessita strategico/manageriale di Populous. Un god game ricco che si fa forte della sua semplicità per esaltare la creatività degli utenti. Un progetto poco pubblicizzato ma di enorme levatura qualitativa che merita certamente di essere ricordato.
  7. Bulletstorm – Penalizzata da una campagna pubblicitaria insufficiente, l’ultima fatica di CliffyB è l’anarchia fatta videogioco, un esperimento più che audace che paga lo scotto di non entrare in nessuna categoria preesistente: brutale, violento e scurrile come un poliziesco all’italiana degli anni ’70, ma al tempo stesso appagante, divertente e adrenalinico come pochi.
  8. Portal 2 (co-op) – Il rapporto simbiotico tra Atlas e P-body rappresenta uno dei punti più alti mai raggiunti in questa generazione di videogiochi. Con i loro semplici gesti altruistici, i due robottini rivoluzionari dell’Aperture Science ci mostrano il lato più intimo dei videogiochi cooperativi.
  9. Shadows of the Damned – La scanzonata leggerezza di Suda51 e la concretezza tutta nipponica di Shinji Mikami s’incontrano per la prima volta e si fondono in un capolavoro di follia. Dal tagliente sarcasmo del demone-pistola Johnson alle pazze ambientazioni infernali, tutto trasuda stile e si lascia apprezzare su più livelli interpretativi.
  10. Child of Eden – Una magica commistione di arti visive che sfociano in un’esplosiva dimensione parallela in cui i suoni e i colori sono talmente vivi da essere quasi palpabili. Un’esperienza a tutto tondo che valica i limiti del media videoludico per trasformarsi in un sogno ad occhi aperti in cui perdersi, più che una necessità, è un obbligo.

Delusioni:

  1. Call of Juarez: The Cartel – Spostare in avanti la linea temporale della saga per concentrarsi sulla modalità cooperativa è stato un macroscopico errore che gli sviluppatori hanno commesso senza curarsi di ciò che avrebbero pensato gli appassionati di una scelta così radicale. Un errore che fa ancora più male se ripenso a quanto mi sono divertito con Bound in Blood.
  2. Operation Flashpoint: Red River – Dopo aver toccato il fondo con Dragon Rising, i Codemasters riescono persino a grattarlo con uno sparatutto senza capo né coda, minato da una componente tattica vivace come un manichino da esposizione e da una struttura di gioco complessiva incapace di suscitare emozioni.
  3. Brink – Descritto dagli sviluppatori come un progetto audace in grado di rivoluzionare il mondo degli FPS online, Brink è crollato sotto il peso delle promesse degli Splash Damage e si è tramutato in un semplice e ripetitivo sparatutto multiplayer. Un duro colpo per chi, come il sottoscritto, ha guardato con speranza a questo titolo sin da quando è stato annunciato.
  4. F.3.A.R. – Da nemesi videoludica di Jason e Nightmare, la spaventosa Alma del primo capitolo ha subito negativamente la serializzazione del progetto originario di FEAR e, per colpa degli sviluppatori, si è dovuta reinventare come la regina di una stirpe di buffe creature sanguinanti che di terrificante, oramai, hanno solo i modelli poligonali e null’altro.
  5. RAGE – Saranno stati gli anni passati ad attenderlo, o magari le critiche suscitate dalle parole di John Carmack sulla scarsa potenza computazionale delle console HD (come per mettere le mani avanti in previsione di un ipotetico insuccesso?), ma all’atto pratico l’ultima fatica degli iD Software non dimostra affatto di essere quel capolavoro senza tempo descritto dagli sviluppatori. E questo, secondo me, rappresenta un motivo più che valido per annoverarlo tra le delusioni più cocenti dell’anno.
  6. Battlefield 3 – Per gli imponenti mezzi tecnici ed economici a disposizione degli EA DICE, Battlefield 3 rappresenta il massimo risultato con il minimo sforzo. A parità di condizioni, BF3 non regge minimamente il confronto con il suo diretto predecessore e, strano a dirsi, persino con Modern Warfare 3, sia per quanto riguarda la bontà della campagna principale (longeva quanto un’interurbana, tra l’altro) e la varietà del comparto multiplayer.
  7. Dragon Age 2 – In un colpo solo, con DA2 i ragazzi di BioWare riescono a vincere a mani basse il trofeo per il sequel più deludente di questa generazione e, contemporaneamente, il premio per il gioco di ruolo più ripetitivo dell’anno. La scelta di ambientare il 99% del gioco in una singola città, per quanto grande possa essere, è perdente quanto quella di strutturare la trama spalmandola su più anni e senza alcuna possibilità di modifica da parte dei giocatori.
  8. Civilization World – I casi di depressione che hanno colpito gli appassionati della saga all’uscita di Revolution, con World si trasformano in veri e propri tentativi di suicidio (figurato, s’intende!). Veder sottostare la saga di Civilization alla logica dei browser game “alla Farmville” mi fa ribollire il sangue nelle vene dalla rabbia. Sid Meier, come me ci sono milioni di fan sfegatati che hanno passato anni interi a edificare piramidi, giardini pensili e progetti Manhattan virtuali: che t’abbiamo fatto di male per meritare questo?
  9. Crysis 2 – Privato dell’azione sandbox e dei grandi ambienti esplorabili del primo capitolo per poter essere “strizzato” nell’hardware delle console casalinghe, Crysis 2 sta al suo nobile predecessore come una scatoletta di cibo per gatti sta ad un tiramisù. E il modo in cui i Crytek, poco dopo l’uscita del titolo, si sono sbarazzati del forum di CryMod (e della relativa biblioteca di espansioni gratuite) per rimpiazzarlo con il più asettico CryDev (sprovvisto persino di un “browser interno” di mod) ha addirittura del masochistico.
  10. Dead Island – Dopo The Cartel, i Techland guadagnano la seconda nomination nei miei personali flop dell’anno e il motivo è presto spiegato: Dead Island non eccelle in nulla e si limita a fare il suo compitino senza lasciare il segno. Un fallimento annunciato, se pensiamo ai continui ripensamenti nella fase di sviluppo e alla difficoltà di tenere testa al programma ambizioso del progetto originario.

Dark Souls: galleria immagini

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