Molte case conservano ancora piccoli oggetti legati al mondo dei videogiochi degli anni Novanta. Tra questi c’è spesso la memory card.
Capita di ritrovarla anni dopo, magari in fondo a un cassetto insieme a vecchi controller o a qualche disco di gioco. La domanda che nasce spontanea è semplice: oggi ha ancora un valore oppure è solo un ricordo del passato?
Il modello più diffuso è quello originale Sony di colore grigio, riconoscibile dalla sigla SCPH-1020. Dal punto di vista tecnico era molto semplice: offriva appena 128 kilobyte di memoria, suddivisi in quindici blocchi utilizzati dai giochi per salvare i progressi. Oggi questa quantità sembra quasi simbolica, ma all’epoca rappresentava lo standard.
Nel mercato dell’usato europeo una memory card PS1 funzionante di questo tipo non raggiunge cifre elevate. La maggior parte delle vendite si colloca generalmente tra gli otto e i quindici euro. Se l’oggetto non è stato testato oppure mostra segni evidenti del tempo, come plastica ingiallita o graffi, il prezzo può scendere ulteriormente.
La situazione cambia leggermente quando la scheda è accompagnata dalla confezione originale. Una memory card con scatola o blister dell’epoca può arrivare facilmente tra i venti e i trentacinque euro. In questo caso il valore non dipende tanto dall’utilità dell’accessorio, quanto dall’interesse dei collezionisti per oggetti completi e ben conservati.
Ancora più ricercate sono le versioni mai aperte. Quando una memory card PS1 è nuova e ancora sigillata nella confezione originale, il prezzo può crescere sensibilmente e in alcune vendite online si avvicina anche ai settanta euro. In questi casi si tratta soprattutto di oggetti da collezione.
Le versioni colorate attirano i collezionisti
Accanto al modello classico esistono anche varianti meno comuni. Con l’arrivo della PSone, la versione ridisegnata della console, Sony iniziò a distribuire memory card in colori diversi: trasparenti, rosse, gialle o verdi.
Queste varianti non sono tutte rare, ma trovarle in buone condizioni è più difficile rispetto alla versione standard grigia. Proprio per questo motivo attirano spesso l’attenzione degli appassionati di retro gaming.
Una memory card colorata usata può superare facilmente i quindici o venti euro, soprattutto se la plastica è ancora brillante e non presenta segni evidenti di usura. Se invece l’accessorio è completo di scatola originale o conservato in condizioni quasi perfette, il prezzo può salire ulteriormente.

Il mercato delle memory card modificate (www.gamesblog.it)
Negli ultimi anni si è sviluppato anche un piccolo mercato parallelo legato alle modifiche software della console. Alcune memory card PS1 vengono vendute già configurate con particolari exploit, come FreePSXBoot o TonyHax.
Questi strumenti permettono di avviare applicazioni non ufficiali o software di sistema direttamente dalla memory card, senza modificare fisicamente la console. Per gli appassionati di retro gaming o per chi ama sperimentare con l’hardware originale, rappresentano una soluzione semplice e immediata.
Le schede preparate in questo modo hanno generalmente un prezzo più alto rispetto alle versioni standard e spesso si collocano nella fascia tra venti e trenta euro.
Attenzione alle memory card non originali
Quando si parla di memory card PS1 bisogna però fare attenzione anche alle repliche. Nel mercato dell’usato circolano molte schede compatibili che imitano l’aspetto di quelle originali Sony.
A prima vista possono sembrare identiche, ma la qualità dei componenti interni è spesso inferiore. Non è raro che queste versioni perdano i dati salvati o smettano di funzionare dopo poco tempo.
Per questo motivo chi acquista una memory card usata chiede quasi sempre una prova di funzionamento. Spesso i venditori pubblicano una foto del gestore dei salvataggi della console per dimostrare che la scheda è riconosciuta correttamente.