Asura's Wrath: la recensione

Dopo una lunga attesa è finalmente giunto il momento della verità per Asura's Wrath. Varrà la pena di acquistarlo?
Asura's Wrath: la recensione
Dopo una lunga attesa è finalmente giunto il momento della verità per Asura's Wrath. Varrà la pena di acquistarlo?

Da qualche giorno è ormai uscito nei negozi Asura’s Wrath, titolo spinto con grande intensità da Capcom e, qui in Italia, sostenuto con slancio anche da Halifax, distributore ufficiale sul suolo nostrano. Tanto il produttore quanto il distributore si sono sempre manifestati entusiasti di questo titolo sviluppato da CyberConnect 2, lasciando comunque trasparire il velo di paura legato alle concrete possibilità che questo particolarissimo progetto fallisse nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Obiettivi che, almeno secondo le dichiarazioni iniziali, coinvolgevano anche l’ambiziosa volontà di riscrivere il genere dei giochi d’azione, offrendo ai giocatori un approccio completamente diverso rispetto a quello tradizionale sempre apprezzato dagli appassionati vecchi e nuovi.

Là dove titoli come El Shaddai, Bayonetta, Ninja Gaiden e Devil May Cry hanno cercato di offrire la propria interpretazione del concetto di gioco d’azione, fatto di sistemi di combattimento più o meno raffinati e di livelli di difficoltà sempre quanto meno impegnativi, Asura’s Wrath percorre una strada completamente diversa. Sfortunatamente, però, la sperimentazione non porta sempre a risultati apprezzabili.

Anime poligonale

La lunga esperienza maturata dai ragazzi di CyberConnect 2 con i vari titoli di Naruto usciti negli ultimi anni su PlayStation 3 e Xbox 360, ha permesso al team di imparare come ricreare con estrema precisione sequenze d’azione che sembrassero uscite direttamente da un anime giapponese.

La regia, le tecniche di animazione e la qualità del cel-shading dei vari Ultimate Ninja Storm hanno sempre lasciato tutti a bocca aperta, riducendo drasticamente la distanza che separava le serie animate dedicate al ninja della foglia e i videogiochi ad esse ispirati.

Sarà per questo motivo che l’intero progetto di Asura’s Wrath è stato strutturato come se fosse una serie animata interattiva, quasi a sottolineare il desiderio del team di cimentarsi con qualcosa di completamente originale, senza però rinunciare alla spettacolarità visiva perfezionata in tanti anni di lavoro.

Le immagini della recensione di Asura\'s Wrath

Mille e una rabbia

La storia di Asura’s Wrath si sviluppa lungo un arco temporale di ben 12.000 anni, seguendo la rabbiosa vendetta di Asura, un semidio tradito dai propri compagni e scagliato sulla Terra in seguito alla perdita dei propri cari. L’intera vicenda viene narrata attraverso lunghe sequenze animate a volte interattive, intervallate solo da qualche breve (e poco convincente) scena di gameplay vero e proprio.

Basta avviare la partita per rendersi conto di avere fra le mani qualcosa di completamente diverso dal solito, un esperimento dalle grandi potenzialità ma, al tempo stesso, ad alto rischio di fallimento. La storia di Asura’s Wrath viene raccontata attraverso una serie di episodi (o Kanda, come vengono chiamati all’interno del gioco) impostati esattamente come vere e proprie puntate di un anime moderno, con tanto di riassunto degli avvenimenti precedenti, stacco per la pubblicità (fortunatamente assente) e anticipazioni dell’episodio successivo, il tutto mentre il giocatore osserva attonito ciò che accade sullo schermo.

Già, perché durante queste interminabili sequenze narrative il giocatore non deve fare altro che osservare lo schermo cercando di seguire l’intricata ragnatela di eventi messa insieme dagli sceneggiatori. Ragnatela che, sfortunatamente, viene raccontata con un’evidente mancanza di coesione, dando in pasto ai giocatori manciate di sequenze d’azione messe insieme senza un filo logico convincente, il tutto alternato a momenti riflessivo/filosofici di una lentezza disarmante.

Un moderno laser game

Se avete ormai qualche anno sulle spalle ricorderete sicuramente i laser game che in passato affollavano le sale giochi. Quei titoli particolarissimi (di cui ricordiamo con affetto i vari Dragon’s Lair, Space Ace e via dicendo) chiedevano al giocatore di inserire comandi specifici con il giusto tempismo, in modo da superare gli ostacoli rappresentati su schermo attraverso una meravigliosa grafica da cartone animato.

Sotto un certo punto di vista i QuickTime Event si sono rivelati un’evoluzione di quel concetto di gioco e, se usati con il giusto equilibrio, hanno dimostrato di poter arricchire un gameplay tradizionale con sequenze pre-calcolate più o meno spettacolari. Il problema è che con Asura’s Wrath i programmatori hanno calcato un po’ troppo la mano su questo aspetto, farcendo le sequenze narrative di QTE spesso anche impossibili da sbagliare (in alcune occasioni l’azione si ferma aspettando pazientemente l’intervento del giocatore).

Quel che è peggio, comunque, è che anche quando il giocatore ottiene il controllo totale di Asura, il gameplay delle sequenze giocate è così piatto, noioso e approssimativo da far quasi desiderare di aver acquistato un anime, piuttosto che un videogioco.


La morte del gameplay

In sostanza il gameplay di Asura’s Wrath si divide in blocchi di vario genere nei quali il giocatore deve avere a che fare con dinamiche e controlli estremamente basilari e semplici da metabolizzare. In alcune sequenze ci si trova ad affrontare sparatorie palesemente ispirate a Space Harrier o a Panzer Dragoon, sfortunatamente senza una briciola del carisma e del divertimento garantiti dai titoli citati.

Altre sessioni richiedono di vivere intensi scontri con boss strutturati su più fasi, un po’ come accadeva delle sequenze più spettacolari di Naruto Ultimate Ninja Storm 2. Non a caso è proprio in queste fasi che emergono maggiormente le similitudini tra i giochi CyberConnect 2 dedicati al celebre ninja della foglia e Asura’s Wrath, con sequenze animate iper-cinetiche che fanno da catalizzatore, mentre un gameplay ridotto all’osso fatica a coinvolgere il giocatore.

L’ultima tipologia di gameplay che può essere sperimentata con Asura’s Wrath è quella del più classico dei giochi d’azione a scorrimento, dove vestendo i panni del protagonista si devono eliminare orde di nemici di ogni genere. Il problema è che, anche in questo caso, i programmatori si sono concentrati più sull’aspetto coreografico che sul gameplay vero e proprio, al punto tale che l’esperienza finale non si rivela mai abbastanza coinvolgente, impegnativa o almeno divertente.

Facile come bere un bicchiere d’acqua

Se il sistema di combattimento e l’Intelligenza Artificiale degli avversari possono essere tranquillamente considerati gli elementi portanti dei giochi d’azione degni di questo nome, è facile capire cosa non vada in Asura’s Wrath. Il sistema di combattimento messo a punto dai ragazzi di CyberConnect 2, infatti, è quanto di più basilare e semplificato si possa trovare in circolazione e non spinge mai il giocatore a sperimentare nuove combo o nuove strategie offensive.

In sostanza per liberarsi dei nemici basta affidarsi all’unico tasto dedicato ai colpi normali, assicurandosi di premere il comando per il colpo ad area quando gli avversari stanno per portare a segno attacchi imparabili o tecniche particolarmente potenti. Visto che il colpo ad area necessita di un breve tempo di ricarica, si deve solo avere l’accortezza di schivare finché non si ha di nuovo a disposizione l’asso nella manica. Tutto qui. L’operazione deve essere ripetuta finché non si riempie la barra del Burst, avviando così l’ennesimo QTE chilometrico.

Il livello di difficoltà di Asura’s Wrath è talmente basso che spesso non è necessario nemmeno usare tutte le tecniche messe a disposizione del protagonista dai programmatori. Gli attacchi a distanza, per esempio, nelle fasi action possono tranquillamente essere ignorati, visto che per vincere basta premere al momento giusto i tasti per il contrattacco e affidarsi ai colpi imparabili quando possibile. Con un livello di difficoltà così basso è naturale che, una volta esaurita la storia principale (operazione che richiede appena 6 ore, delle quali circa 2 effettivamente giocate in modo attivo) il desiderio di giocare di nuovo non passi nemmeno lontanamente per la testa del giocatore.


Un gioiello per gli occhi

La triste situazione del gameplay di Asura’s Wrath è in parte mitigata dall’ottimo comparto tecnico, rovinato unicamente da evidenti fenomeni di tearing, in particolar modo durante le sequenze narrative più caotiche e spettacolari. Per il resto l’Unreal Engine si dimostra perfettamente all’altezza del difficile compito affidatogli dai ragazzi di CyberConnect 2, mettendo in scena alcune delle sequenze più assurde e pirotecniche che siano mai apparse sulle console dell’attuale generazione.

In questo contesto spicca in modo netto l’ottimo lavoro di studio fatto dagli sviluppatori, in particolar modo per realizzare il ricercatissimo design che caratterizza il mondo di Asura’s Wrath. L’intera rappresentazione artistica, infatti, prende spunto a piene mani dalle religioni orientali, con riferimenti costanti ed evidenti ai culti indiani o ad elementi specifici del buddismo.

Se solo gli sviluppatori avessero dedicato il medesimo impegno anche alla realizzazione di un gameplay all’altezza delle aspettative, ci saremmo trovati tra le mani un prodotto meraviglioso e imperdibile.

Commento finale

L’ambizioso progetto di Asura’s Wrath è sfortunatamente fallito, rivelandosi incapace di offrire un’esperienza di gioco all’altezza delle aspettative dei giocatori. La povertà del gameplay e la scarsa longevità, in particolare, rendono l’acquisto a prezzo pieno di questo titolo un vero azzardo. Gli appassionati di animazione giapponese, comunque, potranno acquistare il titolo Capcom quando calerà di prezzo.

Cosa ci piace

Cosa non ci piace

  • Artisticamente eccezionale
  • Sviluppatori desiderosi di sperimentare
  • Grande lavoro di ricerca
  • Longevità nulla
  • Sfida inesistente
  • Manca il gameplay

Le immagini della recensione di Asura\’s Wrath

Le immagini della recensione di Asura\'s Wrath
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