Brothers: A Tale of Two Sons per iOS - la recensione

La splendida avventura di 505 Games e degli studi Starbreeze approda su App Store: Blogo recensisce per voi la versione per iPad Air 2
Brothers: A Tale of Two Sons per iOS - la recensione
La splendida avventura di 505 Games e degli studi Starbreeze approda su App Store: Blogo recensisce per voi la versione per iPad Air 2

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La ribollente scena videoludica su sistemi mobile iOS, Android e Windows Phone si prepara all’infuocata stagione natalizia accogliendo in questi ultimi giorni l’approdo su App Store della conversione di Brothers: A Tale of Two Sons, la sorprendente avventura degli studi Starbreeze data alla luce nell’agosto del 2013 su Xbox 360 e riproposta quest’anno agli appassionati del genere su Xbox One e PlayStation 4.

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La versione portatile del capolavoro indie sfornato dagli autori svedesi di The Darkness, Payday 2, Syndicate e The Chronicles of Riddick è una conversione fedele all’originale, merito della duttilità di un motore grafico come l’Unreal Engine 3 e della potenza computazionale raggiunta dagli ultimi tablet e smartphone in commercio.

Pur avendo divorato avidamente il gioco già dal suo lancio su X360, l’elevato tenore grafico, artistico, sonoro e squisitamente ludico dell’opera ci ha spinti a cogliere al volo quest’occasione per riprendere il viaggio assieme ai fratelli Naia e Naiee nella speranza di scoprire assieme a voi, attraverso i giudizi e le considerazioni espresse in questa recensione, cosa ha da offrirci l’edizione mobile di Brothers: A Tale of Two Sons.

COSA CI PIACE

Ottima trasposizione touch

La versione mobile di Brothers: A Tale of Two Sons, come anticipato nel paragrafo di apertura, comprende tutti i contenuti dell’edizione originaria ed offre un’avventura con il medesimo ventaglio di missioni. Da questo punto di vista, il lavoro svolto dagli Starbreeze Studios è semplicemente impeccabile: le risorse di sistema richieste dall’Unreal Engine 3 vengono facilmente soddisfatte dai tablet e dagli smartphone di ultima generazione, e questo si traduce in una conversione 1:1 capace di mantenere l’alto tenore qualitativo della componente grafica, tecnica e artistica del titolo dato alla luce nel 2013 su X360 e delle successive iterazioni per le console last e current-gen.

Anche per questo, con la versione da noi testata (iPad 2 da 16 GB) non abbiamo riscontrato particolari problemi, fatta eccezione per qualche sporadico rallentamento nei frangenti di gioco più movimentati o nella transizione da una schermata all’altra. Nulla che possa alterare l’esperienza di gameplay complessiva, comunque.

Grafica splendida

Dal punto di vista squisitamente grafico, su iOS Brothers: A Tale of Two Sons è un vero e proprio gioiello che mantiene inalterato il fascino delle edizioni per console casalinghe. Su iPad 2, l’avventura di Naia e Naiee si trasforma in un caleidoscopio di emozioni e di sensazioni alimentate dai colori vividi del display Retina, dando modo all’utente dall’altra parte dello schermo di immedesimarsi nei due fratellini e di attraversare assieme a loro le lande di un mondo fantasy pieno di enigmi e di fascino.

Nonostante il leggero downgrade delle texture che mappano le superfici a schermo e gli sfondi in lontananza, la resa complessiva su sistemi mobile della grafica di Brothers: A Tale of Two Sons resta comunque encomiabile e regala un impatto visivo difficilmente riscontrabile in altre produzioni per iOS, Android e Windows Phone.

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Comparto artistico e sonoro sontuoso

Il viaggio intrapreso da Naia e Naiee per curare il padre andando alla ricerca dell’Acqua della Vita viene rappresentato a schermo in una serie di missioni ambientate in una dimensione fiabesca piena di pericoli, con puzzle da risolvere e nemici da superare in astuzia: non è un caso, quindi, se il punto di forza dell’esperienza di gioco dell’avventura di 505 Games e degli studi Starbreeze era e continua ad essere rappresentato dal comparto artistico.

I brani strumentali che accompagnano l’azione di gioco, ad esempio, contribuiscono a immergerci nell’atmosfera, la varietà degli scenari da esplorare regala continue sorprese allo spettatore e il canovaccio narrativo steso dagli autori svedesi per dare forma alla trama, pur senza prevedere alcun tipo di dialogo tra i due fratelli o tra questi ultimi e gli esseri incontrati nel corso della storia, si lascia apprezzare per l’intensità delle scene di intermezzo e per le emozioni offerte dal toccante rapporto di simbiosi tra Naia e Naiee.

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COSA NON CI PIACE

Sistema di controlli limitato

I problemi causati dalla necessità di ricorrere a dei controlli virtuali si riflettono negativamente sulle dinamiche di gameplay di questa versione di Brothers: A Tale of Two Sons e limitano il generoso lavoro di conversione svolto dagli Starbreeze Studios. L’assenza di joypad fisici, infatti, obbliga l’utente a interagire con gli “elementi mobili” dello scenario, con i puzzle ambientali e con i personaggi stessi attraverso dei bottoni e delle levette analogiche virtuali con una configurazione simile a quella dei twin-stick shooters più blasonati.

I movimenti dei due protagonisti, complice la peculiare natura da “cooperativa in locale” delle azioni da compiere con Naia e Naiee, non sono dei più confortevoli, specie nelle situazioni in cui è richiesta l’esecuzione in contemporanea dei movimenti dei personaggi attraverso la doppia levetta analogica virtuale: è forse questo il motivo che ha spinto gli sviluppatori svedesi ad aggiungere un indicatore visivo che evidenza con due colori il protagonista da utilizzare per ciascuna azione.

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Poco longevo

Anche per colpa dell’indicatore visivo introdotto per facilitare il movimento di Naia e Naiee nell’esecuzione dei puzzle ambientali e nei frangenti platform contro le creature che popolano l’universo fantasy di Brothers: A Tale of Two Sons, il livello di difficoltà offerto dall’avventura è decisamente basso.

Lo scarso tasso di sfida delle missioni della storia e la facilità con cui è possibile risolvere gli enigmi che puntellano la trama fino ai titoli di coda, per questo, non favoriscono di certo la longevità complessiva dell’opera. Non potendo contare su mini-giochi studiati per le piattaforme touch o su funzioni social come quelle legate alle classifiche online e alle speedrun, l’edizione mobile di Brothers: A Tale of Two Sons poggia interamente la sua offerta videoludica su di una campagna singleplayer che si lascia completare in poco meno di tre ore.

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CONSIDERAZIONI FINALI

La versione iOS (e prossimamente di Windows Phone e Android) di Brothers: A Tale of Two Sons celebra il poliedrico talento degli studi Starbreeze e permette alla sempre più vasta platea videoludica su sistemi mobile di apprezzare una delle migliori produzioni indie degli ultimi anni.

Diversamente da quanto accaduto con trasposizioni decisamente più blasonate, inoltre, gli autori svedesi e i produttori di 505 Games non scendono a compromessi con le limitazioni tecnologiche delle piattaforme touch e decidono di riproporre i medesimi contenuti delle edizioni maggiori per PC e console casalinghe.

L’autenticità della versione mobile dell’avventura dei fratelli Naia e Naiee ha però un prezzo: se da un lato, infatti, ci permette di apprezzare al meglio lo straordinario lavoro compiuto dagli Starbreeze sul lato artistico e sonoro del titolo originario, dall’altro non offre incentivi agli utenti che hanno avuto modo di giocarlo in precedenza e, soprattutto, non consente un’estensione della trama e dell’esperienza di gameplay attraverso dei capitoli aggiuntivi o dei mini-giochi pensati per aumentarne la longevità.

A dispetto di questi problemi, il rapporto qualità-prezzo dell’offerta rimane comunque ottimo e ci induce a consigliare caldamente l’acquisto di Brothers: A Tale of Two Sons a tutti coloro che si avvicinano solo ora a questo piccolo grande gioiello della produzione indie europea.

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