Bethesda: "non ci piace essere costretti a portare in tribunale Mojang"


Quando quest'estate Bethesda ha sguinzagliato i suoi avvocati contro la piccola software house indipendente Mojang AB, sostentendo che l'utilizzo del nome "Scrolls" per un gioco in fase di sviluppo presso i creatori di Minecraft possa danneggiare le vendite della serie The Elder Scrolls, tutti avevamo pensato che si trattasse di una qualche sorta di follia estiva destinata a finire nel nulla.

E invece no, si va in tribunale nonostante Markus Persson, pur non credendo di infrangere alcun copyright, abbia già accettato di cambiare il nome del suo gioco, e accordarsi amichevolmente con Bethesda. Ma in questo contesto già piuttosto grottesco, ci pensa Pete Hines, vice presidente del marketing di Bethesda, ad alzare ulteriormente il livello di ridicolaggine sostenendo che il publisher sarebbe "costretto" a denunciare Mojang:

«Bethesda ha l'obbligo di proteggere il suo marchio Elder Scrolls, che è a rischio di dissiparsi o perdersi del tutto. In questo senso, non è una cosa che Bethesda vuole fare, ma una cosa che deve fare. A nessuno piace essere costretto a fare questo. Speriamo che tutto si risolva presto»

Non siamo magistrati ma seguendo il buon senso ci sembra che pretendere di detenere i diritti su una parola del vocabolario sia abbastanza fuori dal mondo. Ci ripetiamo con questi semplici esempi: è come se Konami impedisse a qualsiasi altra software house di utilizzare la parola “Metal” poiché da anni è nel titolo della saga Metal Gear Solid, o come se Capcom volesse registrare il marchio “Fighter” per poterlo utilizzare solo nel suo Street Fighter.

via | Shacknews

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