Medal of Honor: la serie esce dalla "rotazione annuale" degli sparatutto targati EA

Medal of Honor: Warfighter - galleria immagini

Ampiamente prospettata dagli osservatori più accorti dell'universo videoludico in conseguenza del cocente fallimento commerciale di Medal of Honor: Warfighter e della feroce accoglienza ricevuta al lancio dalla crititca di settore, la "messa in pausa" della storica serie sparatutto di Electronic Arts si materializza quest'oggi con le parole pronunciate dal COO (Chief Operating Officer) della multinazionale videoludica statunitense, Peter Moore, in occasione del consueto incontro trimestrale con gli azionisti e gli investitori più influenti.

"Ci dispiace per ciò che è successo con Warfighter ma abbiamo dovuto affrontare due sfide, quella del rallentamento generale che ha colpito l'intero settore e quella della cattiva ricezione di pubblico e critica. Il gioco in sé era solido, ma l'attenzione per l'autenticità ricercata dagli sviluppatori per dare forma al gameplay non ha avuto il riscontro che speravamo di ricevere dal pubblico."

Continua dopo la pausa.


Medal of Honor: Warfighter - galleria immagini

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La seconda parte dell'intervento di Moore ricalca le dichiarazioni rilasciate dal collega Frank Gibeau nelle settimane immediatamente successive al lancio di Warfighter:

"La critica si è polarizzata, ha espresso giudizi troppo severi e ha comminato dei punteggi inferiori a quelli che il titolo, francamente, avrebbe meritato in realtà. Tutto questo però è alle nostre spalle, abbiamo deciso di togliere la serie di Medal of Honor dalla rotazione annuale e abbiamo già un piano che ci consentirà di dare la giusta continuità alla nostra offerta di sparatutto in prima persona."

Con la fuoriuscita dalla proficua rotazione annuale degli FPS targati EA (uno stratagemma resosi necessario per non saturare il mercato di titoli della saga di Battlefield, compresi gli spin-off di successo di Bad Company), finisce così l'avventura "moderna" di una serie che, allontanatasi nel 2010 dall'ambientazione storica della Seconda Guerra Mondiale, non ha saputo fare breccia nel cuore degli appassionati nonostante gli enormi sforzi profusi dagli studi Danger Close per elevare il tasso di realismo della loro creatura. Se le parole di Moore corrisponderanno a un "addio" definitivo alla serie di Medal of Honor o a un semplice "arrivederci", però, solo il tempo saprà dircelo.

via | Eurogamer.net

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