Nelle prossime settimane il catalogo PlayStation subirà una piccola ma significativa rivoluzione silenziosa.
Diversi titoli, tra free to play e produzioni più tradizionali, stanno infatti per uscire definitivamente dal mercato oppure spegnere i propri server. Una dinamica sempre più frequente nell’industria videoludica moderna, ma che continua a cogliere di sorpresa molti utenti.
Il calendario è già definito e riguarda soprattutto le versioni PlayStation 4, segnale chiaro di una transizione ormai avanzata verso la nuova generazione. Tra i primi a fermarsi c’è The Finals su PS4, i cui server sono stati disattivati il 18 marzo 2026.
A stretto giro seguiranno altri titoli: WBSC eBaseball Power Pros e WWE 2K24, entrambi con chiusura fissata al 31 marzo, insieme a Zombie Army VR per PlayStation VR2. Sempre a fine mese si interromperà quindi l’accesso online per diversi giochi molto diversi tra loro, dal competitivo al simulativo.
Aprile sarà ancora più intenso. Dal 1° aprile 2026 non sarà più possibile acquistare Jurassic Park Classic Games Collection, mentre il 7 aprile toccherà a Tower of Fantasy uscire dagli store digitali su PS4. Per quest’ultimo titolo, tuttavia, il ciclo vitale si allungherà ancora qualche mese: i server resteranno attivi fino al 20 ottobre 2026.
Tra le chiusure più rilevanti c’è quella di Genshin Impact su PS4, prevista per l’8 aprile. Il giorno successivo, 9 aprile, verranno spenti i server di King of Meat su PS5. A chiudere il mese saranno Granblue Fantasy Versus (20 aprile) e Vampire: The Masquerade – Bloodhunt (28 aprile), segnando la fine del supporto online per questi titoli sulle console Sony.
Non tutto scompare: cosa resta davvero accessibile
È importante chiarire un punto che spesso genera confusione tra i giocatori: non tutti questi giochi spariscono completamente. In molti casi, infatti, si tratta di chiusure limitate a specifiche piattaforme.
Titoli come Genshin Impact o The Finals continueranno a essere disponibili su altre piattaforme, tra PC e console più recenti. La scelta di abbandonare PS4 riflette più una questione tecnica e di sostenibilità che una dismissione totale del progetto.
Discorso leggermente diverso per giochi come WWE 2K24 o Vampire: The Masquerade – Bloodhunt, dove la chiusura dei server incide direttamente sull’esperienza online, riducendo o azzerando alcune funzionalità chiave anche su più piattaforme.
PS4 verso il tramonto: un passaggio ormai inevitabile
Questa ondata di chiusure conferma un trend ormai evidente: PlayStation 4 sta entrando nella fase finale del suo ciclo vitale. Dopo oltre dieci anni di presenza sul mercato, gli sviluppatori stanno progressivamente spostando risorse e infrastrutture verso PS5 e piattaforme più aggiornate.
Per i giocatori questo significa una cosa molto concreta: alcuni titoli continueranno a vivere, ma non più sulla vecchia console. Chi è ancora su PS4 potrebbe quindi trovarsi a dover scegliere se migrare o rinunciare a determinati giochi.

Cross-save e alternative: come non perdere i progressi – gamesblog.it
Non tutto però è perduto. In diversi casi entra in gioco il cross-save, una funzione che permette di trasferire i propri progressi su altre piattaforme compatibili. È il caso, ad esempio, di Genshin Impact, dove account e dati possono essere recuperati senza ripartire da zero.
Questo aspetto diventa centrale proprio in questa fase di transizione: chi ha investito tempo (e spesso anche denaro) in un titolo può continuare a giocare altrove senza perdere i risultati ottenuti.
Al di là delle singole chiusure, il fenomeno racconta qualcosa di più ampio. Il videogioco moderno, sempre più legato a server e servizi online, non è più un prodotto “per sempre”, ma un ecosistema che può evolversi, cambiare o spegnersi.
Per i giocatori significa abituarsi a un nuovo tipo di possesso: meno legato al supporto fisico e più dipendente dalla vita del servizio. E questo, nel 2026, non è più un’eccezione ma la regola.