Steam Machine sold out: i bagarini la rivendono a prezzi folli

Steam Machine sold out: i bagarini la rivendono a prezzi folli

Valve ha confermato nei giorni scorsi le prime prenotazioni di Steam Machine, il nuovo hardware da gioco atteso dalla community, ma al lancio non tutti gli utenti registrati riceveranno il dispositivo perché la domanda ha superato le quantità prodotte nel primo ciclo, riaprendo così, tra Europa e Stati Uniti, il nodo del bagarinaggio online e dei rincari sulle piattaforme di rivendita.

Steam Machine, prime conferme ma scorte limitate al lancio

Le prime email inviate da Valve ai clienti selezionati hanno chiarito il quadro: una parte delle richieste sarà soddisfatta subito, un’altra dovrà attendere i lotti successivi. È un passaggio quasi atteso, eppure la conferma ufficiale ha riacceso in poche ore discussioni, proteste e schermate condivise sui social, con utenti che raccontano di essere rimasti fuori “per pochi minuti” o, in altri casi, dopo mesi di attesa. Il punto è semplice: le scorte iniziali di Steam Machine non bastano a coprire tutte le prenotazioni valide raccolte nel primo giro.

In questo scenario pesa anche la scelta della società di usare un sistema con sorteggio per stabilire l’ordine di prenotazione tra gli utenti che si erano registrati in anticipo. Una soluzione pensata per distribuire l’accesso in modo più ordinato e, almeno nelle intenzioni, per rendere più difficile il lavoro dei rivenditori non autorizzati. Solo allora, però, si è visto il limite del meccanismo: la procedura ha rallentato l’assalto diretto ai canali ufficiali, ma non ha impedito che una parte delle unità finisse subito al centro del mercato parallelo.

Su eBay prezzi oltre 1.500 euro per il modello base

La risposta dei bagarini è arrivata quasi in tempo reale. Nelle ore successive alle prime conferme, su eBay e su altri siti di annunci sono comparse inserzioni con cifre molto più alte rispetto ai listini ufficiali: in diversi casi si parla di oltre 1.500 euro per il modello base da 512 GB, mentre la versione da 2 TB ha superato i 2.000 euro. Negli annunci rivolti al mercato americano, in qualche caso, le richieste hanno toccato e oltrepassato quota 2.500 euro.

Sono prezzi che una parte della community giudica fuori scala, anche perché il listino di partenza era già stato accolto con freddezza da molti appassionati. “Così non ha senso, conviene aspettare”, scrive un utente in uno dei forum più frequentati del settore. Un altro, più secco, parla di “mercato impazzito”. La dinamica, in realtà, è nota: quando un prodotto è molto atteso, arriva in quantità limitate e ha un profilo da oggetto “day one”, il margine per la speculazione si apre subito. E il gaming PC, da anni, convive con questo problema.

Il peso dei costi hardware e la crisi delle RAM

A complicare il quadro c’è poi il tema dei costi di produzione, con particolare attenzione all’andamento dei prezzi delle RAM, citato spesso dagli osservatori del comparto hardware come uno dei fattori che hanno inciso sul prezzo finale della macchina. Non è l’unico elemento, certo, ma contribuisce a spiegare perché una fascia di utenti abbia percepito Steam Machine come un prodotto già costoso in partenza, prima ancora dell’intervento dei rivenditori paralleli.

Ed è proprio qui che la speculazione trova terreno fertile. Se il prezzo ufficiale viene ritenuto alto, l’effetto delle inserzioni gonfiate diventa ancora più visibile e genera una reazione immediata, quasi di rigetto. In quel momento, il dibattito non riguarda più soltanto il valore dell’hardware o le sue prestazioni, ma il senso stesso dell’acquisto al lancio. Aspettare qualche settimana, per molti, sembra la strada più razionale. Altri, invece, continuano a inseguire la disponibilità, alimentando senza volerlo il circuito dei reseller.

Un problema già visto da Valve, ma il sistema non basta

Per Valve non si tratta di una novità. Pochi mesi fa anche lo Steam Controller era finito nel mirino dei bagarini, al punto da spingere l’azienda a introdurre strumenti di prenotazione e filtri aggiuntivi per contenere gli acquisti speculativi. L’esperienza, evidentemente, è servita a costruire un sistema più prudente per Steam Machine, ma il risultato, almeno in questa prima fase, non sembra aver risolto il problema.

Resta da capire se la società interverrà ancora, magari aumentando i controlli sugli ordini o accelerando i lotti successivi per ridurre la pressione sul mercato secondario. Per ora, in base alle informazioni disponibili, il dato più concreto è questo: la richiesta supera l’offerta, e quando succede nel mondo dell’hardware da gaming il passaggio ai prezzi gonfiati è quasi automatico. Chi è riuscito a entrare nel primo giro aspetta la consegna. Gli altri osservano, spesso con irritazione, le aste che salgono. E il lancio, più che sulla macchina, finisce per misurarsi sui numeri della speculazione.

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