Assassin's Creed 2: la recensione

Assassin's Creed 2: la recensione

Dopo due lunghi anni passati in Terra Santa nel bel mezzo della Terza Crociata assieme ad Altair, eccoci giunti finalmente al momento della verità: Assassin’s Creed 2 è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più attesi dell’anno che sta per concludersi.

Nonostante il mezzo passo falso compiuto dai ragazzi di Ubisoft Montreal col capitolo precedente, infatti, il canovaccio narrativo incredibilmente profondo e le potenzialità inespresse di una giocabilità altrimenti inarrivabile hanno lasciato un vero e proprio vuoto, nel cuore e nella mente degli appassionati, colmabile esclusivamente attraverso questa nuova avventura.

Aiutare di nuovo Desmond Miles nella sua lotta contro i Templari non è una semplice scusa per ritornare ad indossare i panni dell’assassino di turno, nè tantomeno è un pretesto per saltellare nuovamente di tetto in tetto come un ladro: è la stessa, identica missione affidataci nel 2007 e che dobbiamo ancora portare a termine, è un patto solenne sigillato col sangue di chi ci ha preceduto nella nostra lotta per la giustizia e l’affermazione della verità.

Preparate la bisaccia, sellate il cavallo, nascondete le monete d’oro nelle pieghe del mantello e pregate affinchè la vostra carovana arrivi sana e salva a destinazione: Firenze v’aspetta, siete pronti ad intraprendere il viaggio più sconvolgente e indimenticabile della vostra vita?

IL FRUTTO PROIBITO

Dal punto di vista squisitamente narrativo, Assassin’s Creed 2 inizia esattamente dove finisce il primo capitolo della saga. Rapito dalle Industrie Abstergo nel settembre del 2012, Desmond Miles viene sottoposto forzatamente a duri esperimenti psichici attraverso una macchina, l’Animus, in grado di far rivivere, a chi ne fa uso, le esperienze dei propri avi grazie alle “tracce mnemoniche” contenute all’interno del DNA.

Costretto, in questo modo, a vestire gli scomodi panni di Altair (un suo antenato famoso per aver condizionato le sorti dei Templari e delle Crociate nel dodicesimo secolo), Desmond riesce lentamente a capire lo sconvolgente motivo dell’anomala prigionia: le sedute di “ipnosi regressiva” con l’Animus, a cui viene sottoposto, servono alla Abstergo per capire l’esatta ubicazione dei Frutti dell’Eden, degli antichissimi manufatti iper-tecnologici in grado di donare ai loro possessori il potere di manipolare la mente e la coscienza altrui.

Grazie alle gesta di Altair, però, Desmond scopre di essere geneticamente immune al richiamo (meglio dire “tentazione”) del Frutto dell’Eden, ed è proprio per questa sua incredibile capacità che riesce ad attirare su di sè l’attenzione di Lucy, un’appartenente alla “setta” degli Assassini che lavora alla Abstergo sotto copertura: da questo preciso momento in poi, le sorti del “barista prodigio” dipendono da noi.

Riusciti a scappare dalla prigione di cristallo controllata dai Templari, e consci del fatto che la nostra vita non potrà più essere come quella di un tempo, Lucy ci porta a conoscere gli altri membri della “resistenza”, la cui passione smisurata per la lotta che stanno orgogliosamente portando avanti è sintetizzata tutta nella versione modificata dell’Animus che riescono a ricreare in laboratorio: l’incredibile avventura di Assassin’s Creed 2 può finalmente avere inizio.

Le accresciute capacità di Desmond ed il perfezionamento dell’Animus ci portano ad assistere alla prima, grande novità del titolo Ubisoft Montreal: rispetto al capitolo primigenio, in Assassin’s Creed 2 non perderemo mai la sincronizzazione col mondo virtuale del nostro avo, a cui saremo legati indissolubilmente per tutta la durata della sua vita per carpire i piani dei Templari e per potenziare ulteriormente Desmond in previsione della grande battaglia contro la Abstergo (che avverrà però nei prossimi capitoli della saga).

Dopo essere riuscito a risolvere la disputa tra Altair ed Al Mualim, e dopo aver capito l’esatta ubicazione dei restanti Frutti dell’Eden, a Desmond non resta altro da fare che tuffarsi nuovamente nel suo passato e ripercorrere le gesta dei suoi antenati per dare la caccia ai Templari: sdraiatosi sulla comoda poltrona dell’Animus 2.0 , Desmond chiude dolcemente gli occhi ed è pronto a rinascere… nel Rinascimento!

Quella che i videogiocatori vivranno attraverso Ezio Auditore da Firenze non è la comune storia di un figlio viziato della nobiltà toscana di fine ‘400, ma l’avventura di un ragazzo costretto dagli eventi a diventare il personaggio chiave della storia futura dell’Italia, della Chiesa e delle più importanti monarchie europee.

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IL BELLO VIENE ADESSO

La maggiore criticità del capitolo precedente, ossia l’ossessionante ripetitività delle missioni e delle azioni da compiere, in Assassin’s Creed 2 tende a svanire quasi completamente: la libertà è creatività, ed essere padroni del proprio destino significa esattamente questo. Cospargendosi dovutamente il capo di cenere, ed ascoltando le lamentele degli appassionati, i ragazzi di Ubisoft Montreal hanno colmato quelle incomprensibili lacune videoludiche che hanno minato profondamente l’esperienza di gioco del capostipite della saga.

Partiamo dal sistema di combattimento: similarmente ad Altair, anche Ezio predilige approcciarsi al nemico facendo leva sulla propria agilità e scaltrezza di movimento. Non essendosi sottoposto al rituale del taglio del dito, ed essendo naturalmente il figlio di un’epoca storica decisamente “animata” dal punto di vista della tecnologia bellica (oltre che artistica, politica ed ingegneristica), il rampollo della famiglia Auditore potrà utilizzare una doppia lama celata ed un numero elevatissimo di armi sia da mischia (picche, asce, mazze, spade, alabarde) che da lunga distanza (coltelli e, a campagna inoltrata, pistole).

Persino nella varietà delle tecniche di combattimento, Ezio vince il confronto (naturalmente indiretto) con Altair a mani basse. Il giovane fiorentino che impersoneremo in Assassin’s Creed 2 è in grado di attaccare i suoi nemici sfruttando strategicamente a suo vantaggio il territorio, le persone e gli edifici a lui circostanti: può lanciare monete d’oro in strada affinchè i passanti rallentino le guardie lanciatesi al nostro inseguimento, può nascondersi tra la folla o in acqua (perchè, bontà divina, Ezio sa nuotare!), può persino assoldare manipoli di prostitute o di ladri affinchè lo seguano distraendo i bersagli preselti.

Le città che saremo chiamati a visitare, pur avendo ancora delle pesanti reminiscenze del Medioevo appena conclusosi (le imponenti mura di cinta di Firenze, ad esempio), recano però le prime testimonianze del Rinascimento e delle implicazioni socio-economiche derivanti da questa importantissima rivoluzione culturale, come la presenza dei negozi dove Ezio sarà in grado di acquistare armi, medicamenti, abbigliamento e persino quadri, che andranno a nobilitare la pinacoteca di Villa Auditore a Monteriggioni.

Per ovviare al fastidiosissimo problema della ripetitività delle missioni secondarie, inoltre, i ragazzi di Ubisoft Montreal hanno arricchito Assassin’s Creed 2 con una serie davvero imponente e variegata di azioni da compiere: alle classicissime missioni di assassinio e di corsa a tempo tra i tetti, infatti, andranno ad affiancarsi la ricerca dei Glifi (necessari per ricomporre un video sulla natura dei Frutti dell’Eden), dei pezzi del Codice (da cui l’amico Leonardo da Vinci trae miglioramenti tecnologici), delle piume (ricordate le bandiere del capitolo precedente?) e dei tesori degli antenati assassini (una vera e propria campagna in singolo parallela), senza citare poi la ricostruzione di Monteriggioni e della propria Villa, e tutte le restanti missioni secondarie rintracciabili nella mappa dopo aver scalato gli edifici più alti della città.

I nemici, inoltre, saranno più differenziati rispetto al passato e avranno abilità e mansioni ben delineate, come gli arcieri, i soldati corazzati con spade a due mani e asce, i fulminei pugnalatori, le guardie specializzate nella corsa e gli alabardieri con la capacità di mimetizzarsi: i soldati più ostici che incontrerete avranno un’intelligenza artificiale talmente elaborata da spingerli a fermare gruppi di passanti (qualora avessero il dubbio che ci siamo nascosti tra di loro), a puntellare le balle di fieno e a sporgersi da un edificio per controllare se ci troviamo lì sotto appesi come salami!

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GRAFICA E SONORO

Dal punto di vista puramente tecnico, Assassin’s Creed 2 rappresenta il canto del cigno dell’Anvil, l’engine grafico proprietario di Ubisoft utilizzato in passato sia nel capitolo precedente che in Prince of Persia. Mai prima d’ora, in un videogioco, abbiamo assistito a complessi urbani tanto reali (Uncharted 2 permettendo…): le magnifiche texture degli edifici, il complesso sistema di illuminazione, l’alternarsi cadenzato del giorno e della notte, la vita frenetica della cittadinanza e le meravigliose architetture dei luoghi simbolo di Venezia, Firenze e Roma sono un qualcosa che non può essere giudicato attraverso una normale critica videoludica. Cercando di dimenticare anche solo per pochi secondi il commovente scorcio di Firenze e dell’Arno visti da Santa Maria Novella, però, dobbiamo ahinoi testimoniarvi l’assoluta insufficienza grafica dei confini cittadini e delle aree agricole, che finiscono col risultare tecnicamente inferiori (e di molto) persino di quelle del precedente episodio della saga assassina.

Dato il budget a disposizione di Ubisoft Montreal, l’importanza del progetto e la posizione geografica dei luoghi ricreati videoludicamente, può risultare persino inutile rimarcare il fatto che per la componente sonora di Assassin’s Creed 2 ci si è avvalsi di doppiatori dalla pluriennale carriera cinematografica. Per capire che la multinazionale francese stava davvero facendo sul serio sotto questo aspetto, agli utenti basta riportare alla memoria la serie di cortometraggi di Assassin’s Creed Lineage, rilasciati in queste settimane per accompagnarci emotivamente verso la storia che avremmo vissuto col gioco vero e proprio. Vi calerete così tanto nella parte che spesso vi verrà una voglia matta di fermarvi, nel bel mezzo della strada, ad ascoltare le grida dei macellai, dei medici venditori di sanguisughe, delle “signorine allegre” e dei banditori solo ed esclusivamente per capire “che aria tira” in quel determinato quartiere (stando bene attenti a scorgere, tra la folla, il ladro di turno o il tirapiedi dei Borgia).

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COMMENTO FINALE

Se nel primo capitolo della saga di Ubisoft Montreal non siamo stati altro che uno strumento in mano ad una potentissima loggia massonica desiderosa di instaurare un nuovo ordine mondiale, in Assassin’s Creed 2 abbiamo la forza,la determinazione, la voglia e, finalmente, gli strumenti per riscattare le ingiustizie compiute dalla Abstergo e dai Templari contro i nostri fieri progenitori.

Solo attraverso la sofferenza si arriva alla conoscenza e, volendo, alla felicità: da questo particolare punto di vista, possiamo dire che l’avventura portata a termine con Altair non è stata nient’altro che una tappa obbligata, un passaggio compiuto affinchè si possa continuare il viaggio con la consapevolezza (e con la leggerezza) di chi sa che ogni singolo risultato raggiunto è davvero meritato.

Inutile girarci attorno, Assassin’s Creed 2 è ben più di un’esperienza videoludica: la principale caratteristica che ci induce a consigliarvene caldamente l’acquisto non è il fatto che la giocabilità abbia un tasso di ripetitività immensamente più basso rispetto a quello del capitolo precedente, nè tantomeno preferiamo soffermarci sulla stupefacente componente grafica. Vi consigliamo di acquisare Assassin’s Creed 2 perchè è il prodotto definitivo per tutti coloro che amano l’Arte, in tutte le sue forme.

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Cosa ci piace

Cosa non ci piace

  • La varietà delle missioni
  • La grafica: le città sono splendide…
  • Narrativamente emozionante…
  • I combattimenti: tecnici e impegnativi
  • In cooperativa sarebbe stato perfetto
  • …ma le periferie sono inguardabili
  • …anche se irreale
  • È una droga…!!!

Assassin’s Creed 2: galleria immagini

Assassin's Creed 2: le immagini del GamesCom 2009
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