Enslaved: Odyssey to the West - la recensione

Enslaved: Odyssey to the West - la recensione

A tre anni di distanza dalla pubblicazione dell’esclusiva per PlayStation 3, Heavenly Sword, il team di sviluppo Ninja Theory è tornato in questi giorni nei negozi con il nuovo action game multipiattaforma Enslaved: Odyssey to the West.

Nato dalla collaborazione con importanti personaggi del mondo del cinema, come lo scrittore e sceneggiatore Alex Garland (The Beach e 28 giorni dopo), l’attore Andy Serkis (ossia colui che interpreta il Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli) e il compositore Nitin Sawhney (lo stesso che curò la colonna sono ra di Heavenly Sword), Enslaved: Odyssey to the West è una rivisitazione moderna del classico della letteratura cinese Viaggio in Occidente sotto forma di videogioco.

Pubblicato da Namco Bandai, il secondo progetto del team di sviluppo di Cambridge propone una nuova avventura ricca di azione in cui la collaborazione tra i personaggi principali del gioco, Monkey e Trip, sarà di fondamentale importanza per scoprire l’esito del loro viaggio lungo le desolate terre di una immaginaria America post apocalittica.

Noi di games|blog abbiamo provato intensamente la versione Xbox 360 dell’ultima opera dei Ninja Theory per scoprire se il prodotto finale avesse rispettato fino in fondo le aspettative accresciute fino ad oggi. Seguiteci dopo la pausa per la recensione completa.

VIAGGIO IN OCCIDENTE

Come abbiamo anticipato, Enslaved: Odyssey to the West ripercorre a grandi linee il romanzo Viaggio in Occidente del 1590, rielaborato per l’occasione da uno scrittore d’eccezione. Alex Garland, ossia l’autore del romanzo The Beach e sceneggiatore di diversi film diretti dal regista Danny Boyle, ha infatti dato il suo contributo per adattare in veste futuristica l’avventura dei protagonisti in un mondo ormai privo di civiltà e totalmente dominato dalle macchine.

Ambientato in America a 150 anni da oggi, Enslaved: Odyssey to the West narra l’avventura di due superstiti inizialmente estranei tra loro il cui destino si lega proprio dai primi minuti di gioco. Come alcuni di voi avranno potuto vedere tramite la demo, il capitolo 1 del gioco inizia a bordo di una nave da trasporto schiavi all’interno della quale Monkey e Trip sono intrappolati. Grazie alle doti informatiche di Trip, entrambe i protagonisti riescono a liberarsi dalla prigionia e a sabotare la nave mentre sorvolano i cieli di New York lanciandosi con una scialuppa di salvataggio prima dello schianto. Dopo questa spettacolare scena iniziale, Monkey e Trip saranno legati da uno stesso destino unendo le proprie forze per intraprendere un lungo viaggio che li condurrà insieme ad un illuminante epilogo.

Enslaved: Odyssey to the West - galleria immagini

Costretto da Trip ad eseguire ogni suo ordine mediante una particolare fascia per schiavi, Monkey, il personaggio giocante, deve accompagnare la ragazza al suo villaggio natale cercando di collaborare con essa per riscattare la propria libertà. Da questo particolare escamotage narrativo prende vita una delle principali meccaniche di gioco di Enslaved. La collaborazione tra i due protagonisti è infatti indispensabile per il proseguimento dell’avventura, in quanto, per superare ostacoli e nemici, entrambi hanno bisogno dell’aiuto dell’altro.

Trip è infatti la “mente” e le sue doti nel campo tecnologico permettono di bypassare dispositivi di sicurezza e informare il compagno circa le caratterstiche dei robot con cui Monkey, il “braccio”, dovrà fronteggiarsi. Oltre a questi compiti basilari prefissi per i due personaggi, la cooperazione è indispensabile da entrambe le parti anche per distrarre i nemici, liberando una via di fuga sicura, superare ostacoli e non solo. Lasciando a voi l’onore di scoprire il resto della trama di Enslaved: Odyssey to the West, andiamo ora ad occuparci degli elementi di gioco che costituiscono il titolo targato Ninja Theory.

GIOCABILITA’

Enslaved è un action game in terza persona che fonde in modo costante e ben alternate fasi esplorative in stile platform a sessioni di combattimento corpo a corpo. Le ambientazioni, dislocate su più livelli, offrono divertenti elementi da “parkour” grazie ai quali Monkey (il nome non è stato scelto a caso come vedrete dalle animazioni del personaggio) può intraprendere meravigliose evoluzioni aeree su spettacolari sfondi scenografici (il capitolo sul ponte di Brooklyn è una gioia per gli occhi).

Come abbiamo appena detto, oltre ai momenti di gioco in stile Prince of Persia, Enslaved offre anche una massiccia componente da gioco di azione in cui il protagonista è chiamato a difendersi dagli attacchi dei robot. Armato di un devastante bastone, Monkey può sferrare una serie di colpi combinati grazie all’utilizzo dei tasti X e Y per sferrare rispettivamente colpi normali e potenti. Inoltre, la combinazione di altri pulsanti permetterà di sferrare delle mosse per allontanare i nemici in caso di accerchiamento (Y+B) o abbattere barriere protettive (tenendo premuto il tasto X).

Enslaved: Odyssey to the West - galleria immagini

Le varietà di mech che si incontrano durante l’avventura differiscono per alcune caratteristiche in modo da rendere meno monotono l’approccio in battaglia e offrendo diversi modi di terminare un combattimento. Monkey può infatti utilizzare i corpi di certe tipologie di robot per scaraventarli contro altri nemici, oppure può sradicare loro le armi per utilizzarne la potenza di fuoco e abbattere i restanti.

Il bastone del nostro alter ego può però essere utilizzato anche come arma per i colpi dalla distanza. Infatti, caricata con munizioni al plasma, l’asta permette di fare danni anche da lontano come una classica arma da fuoco. Oltre ai proiettili perforanti al plasma possono essere selezionati, tramite il pad digitale, anche speciali proiettili stordenti che immobilizzano gli avversari rendendoli totalmente vulnerabili.

In alcuni livelli Monkey può utilizzare anche una speciale tavola fluttuante, denominata nuvola, per sorvolare le aree di gioco e muoversi più velocemente. L’uso della nuvola è azionabile in particolare all’interno delle arene durante gli scontri con i boss in determinate fasi di gioco dove il protagonista è intento a rincorrere i nemici in corse sfrenate contro il tempo.

Enslaved: Odyssey to the West - galleria immagini

La comunicazione cooperativa tra i due protagonisti avviene mediante interfaccia grafica utilizzando il tasto dorsale LB e la levetta analogica sinistra. Una volta attivato il menù si possono impartire diversi comandi in base alle diverse situazioni. Generalmente le opzioni disponibili permettono di indicare a Trip di distrarre i nemici creando un diversivo per liberarci la strada o, al contrario, di incitare la ragazza a spostarsi mentre siamo noi a coprirgli le spalle. Inoltre, l’interfaccia permette anche di chiedere assistenza medica oppure richiamare la schermata per i potenziamenti.

Le nuove abilità a disposizione sono sbloccabili accumulando i diversi tecnoglobi sparsi per tutte le ambientazioni e permettono di aumentare il numero di mosse disponibili, la resistenza dello scudo, l’energia vitale e la potenza di fuoco. Purtroppo però questo sistema di evoluzione del personaggio non è molto vario ed offre pochi cambiamenti in termini di numero di colpi e combo utilizzabili che sono d’obbligo ormai in un titolo di questo genere per rendere l’esperienza di gioco più accattivante. Una mossa di contrattacco e una di schivata non riescono da sole ad accontentare un appassionato di giochi d’azione.

Qui di seguito vi proponiamo un video ripreso durante la nostra prova del gioco che offre vari elementi della giocabilità.

GRAFICA E SONORO

Il comparto tecnico soffre invece di notevoli pregi e altrettanti difetti. Partendo dalle “buone notizie” vanno sicuramente menzionate le ottime animazioni dei personaggi che già siamo stati abituati ad apprezzare in Heavenly Sword. Anche in Enslaved, infatti, Ninja Theory ha potuto vantare della presenza dell’attore Andy Serkis (che ha anche un ruolo importante come personaggio nel gioco) per dare vita ai perfetti movimenti di Monkey sia per le cut scene che per le fasi di gioco vero e proprio. Inoltre, l’alto dettaglio dei personaggi e degli enormi boss robotici unito alla maestosità dello scenario post apocalittico possibile grazie all’utilizzo del motore Unreal Engine 3 e alla stupenda colonna sonora del compositore Nitin Sawhney, offrono un’atmosfera che lascia davvero a bocca aperta.

Enslaved: Odyssey to the West - galleria immagini

Passando però alle note di demerito vanno menzionati i difetti che affliggono maggiormente gli elementi visivi del gioco: in primis i vari cali di frame rate nelle sessioni più concitate e un sistema di telecamere virtuali imprecisa (soprattutto nelle piccole ambientazioni o durante i combattimenti). Per quanto riguarda l’audio, nonostante l’ottimo doppiaggio per la localizzazione in italiano, va sicuramente segnalato un problema sui volumi delle voci dei personaggi che il più delle volte risultano molto più bassi dei rumori di fondo limitando la comprensione dei dialoghi.

COMMENTO FINALE

Concludendo possiamo dire che Enslaved: Odyssey to the West è un titolo godibile condito da una difficoltà di gioco non elevata e quindi apprezzabile anche da utenti meno avvezzi al genere action. Consigliamo infatti l’acquisto del gioco a un tipo di utenza che vuole avvicinarsi per la prima volta ai giochi di azione, mentre avvertiamo gli appassionati del genere che in Enslaved è notevolmente presente una buona dose elementi platform/esplorativi ma al tempo stesso manca un sistema di evoluzione del personaggio vario e soddisfacente che possa reggere il confronto con un God of War o simili. Inoltre, i difetti tecnici citati in precedenza potrebbero fare sicuramente storcere il naso ai giocatori più esigenti, anche se fondamentalmente non limitano l’esperienza di gioco offerta dalle circa 9 ore di tempo utili per il completamento della modalità storia.

Cosa ci piace
Cosa non ci piace
  • Atmosfere, ambientazioni e musiche mozzafiato
  • Giusta alternanza tra sessioni esplorative e d’azione
  • Animazioni di Monkey perfettamente riuscite
  • Trama d’autore coinvolgente
  • Sistema di evoluzione del personaggio limitato
  • Calo di framerate nelle fasi più concitate
  • Sistema di telecamere virtuali impreciso
  • Sbalzi di volume nel doppiaggio

Enslaved: Odyssey to the West
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