SOCOM: Special Forces - la recensione

SOCOM: Special Forces - la recensione

Per uno strano scherzo del destino ordito da qualche misteriosa entità superiore, in questi giorni gli utenti di Xbox 360 e PlayStation 3 sono chiamati a supportare attivamente Microsoft e Sony con due titoli legati a doppio filo alla storia recente e remota delle loro piattaforme da gioco: se sulla sponda verdecrociata dell’ipotetico oceano della console war gli appassionati hanno la possibilità di aiutare gli sviluppatori del terzo capitolo di Gears of War partecipando a una ricca beta multiplayer, sul lato bagnato dalle calde onde del monolite nero i cultori della saga di SOCOM vengono chiamati a raccolta dalle alte sfere di Zipper Interactive per provare il sesto episodio del loro storico sparatutto tattico in terza persona.

Se della beta di GoW 3 abbiamo discusso approfonditamente con un apposito speciale pubblicato su queste pagine qualche giorno fa, quest’oggi approfittiamo della commercializzazione di SOCOM: Special Forces per studiare nel dettaglio, con la recensione che v’attende dopo il salto, le mosse intraprese dagli sviluppatori statunitensi per farsi perdonare l’infelice esperienza maturata nel 2008 con Confrontation.

LA DURA VITA DELL’INCURSORE

Come da lunga tradizione, Special Forces non lascia affatto la linea videoludica e narrativa tracciata dalla saga di SOCOM e la segue diligentemente per gettarci in uno dei tanti focolai di guerra che bruciano le aree “sensibili” del pianeta: se con Confrontation abbiamo fatto idealmente il giro del globo con una serie di missioni legate le une alle altre da una trama appena abbozzata, stavolta l’avventura principale sarà saldamente ancorata a un copione scritto dagli Zipper Interactive con l’aiuto di alcuni membri delle Forze Speciali.

La campagna a giocatore singolo sarà così incentrata sulla risoluzione di un tremendo conflitto scatenato in uno stato fittizio del sud-est asiatico (simile in tutto e per tutto alla Malesia) da una pericolosa cellula terroristica organizzatasi per controllare il traffico di armi, di merci e di cibo dello stretto di Malacca (per inciso, una delle rotte marittime più trafficate). Impossessatisi dei carri armati, dei cannoni contraerei, dei fucili mitragliatori e degli esplosivi del locale esercito, i terroristi minacciano così di bloccare indefinitamente le rotte commerciali e, se minacciati da potenze estere, persino di invadere i Paesi vicini: allarmate dalla situazione, quindi, le alte sfere della NATO si decidono a inviare sul posto un paio di portaerei con lo scopo di rovesciare le sorti del conflitto intervenendo da terra con piccoli nuclei di incursori scelti.

Il nostro scopo sarà quindi quello di impersonare l’ufficiale Cullen Gray e di aiutarlo a comandare una squadra di altri quattro membri per cercare di intrufolarsi dietro alle linee nemiche combattendo casa per casa i terroristi: per rendere giustizia al sistema di gestione tattica dei compagni di squadra (elemento di cui ci occuperemo esaurientemente pià tardi), delle 14 missioni proposteci dagli Zipper nella campagna in singolo (portabili a termine in 6-7 ore) non tutte consistono in attacchi diretti e plateali ai nidi nemici. Le operazioni di infiltrazione silenziosa sono infatti una caratteristica importante dell’avventura e garantiscono una maggiore varietà nell’impianto di gioco e persino nell’esposizione della trama, anche se il tutto viene depresso da mappe che, seppur ampie, risultano essere pessimamente realizzate.

SOCOM 4: galleria immagini

DIETRO ALLE LINEE NEMICHE

Se dal punto di vista narrativo gli sviluppatori hanno deciso di focalizzarsi su una specifica avventura per tenere incollati i giocatori e calarli con maggiore semplicità nel contesto di gioco, videoludicamente parlando gli Zipper Interactive rimangono fedeli alla lunga tradizione tattico-strategica di SOCOM cercando di ampliarla senza doverla necessariamente stravolgere. Inquadrato di spalle con una telecamera fissa in terza persona, il buon Cullen Gray può infatti impostare strategie d’attacco complesse impartendo una serie di ordini ai membri della sua squadra mediante la croce direzionale.

Divisa in due team (uno impiegabile negli attacchi diretti e l’altro nelle imboscate), la squadra è in grado di eseguire un numero considerevole di azioni: ogni team può seguire uno o più punti indicati sulla mappa, può abbattere obiettivi indicati dal caposquadra, può servirsi agilmente delle coperture, può tendere imboscate, utilizzare esplosivi di varia natura ed uccidere determinati nemici impiegando solo ed esclusivamente il coltello o armi dotate di silenziatore.

La presenza di due specifici nuclei all’interno della propria squadra, e il relativo “bonus” guadagnato in termini di varietà, supplisce in parte ad alcuni problemi cronici della campagna a giocatore singolo e delle missioni (anch’esse in singolo) che potremo intraprendere lontani dalla narrazione principale: oltre alla scarsa cura nella realizzazione delle mappe (con coperture e edifici posizionati in modo errato rispetto ai punti di “ingresso” in scena delle truppe avversarie), dobbiamo infatti annoverare la triste e sconclusionata intelligenza artificiale dei nemici, accentuata dalle animazioni innaturali del protagonista quando cerca di sfruttare le coperture a proprio vantaggio.

A rendere ancor più variegata l’esperienza videoludica di quest’ultimo SOCOM ci pensa poi il supporto pieno e nativo a PlayStation Move e allo Sharp Shooter (quest’ultimo, concepito proprio dagli Zipper in collaborazione con i Guerrilla Games): impiegata per mirare, la periferica sensibile al movimento di Sony offre un simpatico diversivo che, però, penalizza le sessioni di gioco più lunghe in virtù del dinamismo richiesto dal gioco (potrà sembrare una sciocchezza, ma muoversi, mirare e sfuggire contemporaneamente ai colpi nemici saltando di copertura in copertura è un esercizio che stressa non poco l’avambraccio).

SOCOM 4: galleria immagini

MULTIPLAYER

Le energie spese dagli Zipper Interactive nella stesura della trama e nella creazione della campagna a giocatore singolo vengono ripagate appieno dalla varietà e dalla bontà dell’impianto multiplayer che, nonostante qualche piccola incongruenza e un’oggettiva assenza di elementi originali, si rivela essere sin da subito il cuore pulsante dell’intera opera.

Esaltato dalla presenza di un vasto assortimento di armi selezionabili, da un altrettanto ampio ventaglio di accessori e di potenziamenti e dalla possibilità di personalizzare il proprio alter-ego virtuale, il modulo competitivo di Special Forces permette a 32 giocatori di darsele di santa ragione all’interno di nove mappe espressamente ideate per le modalità “Soppressione” (il classico deathmatch a squadre), “Uplink” (cattura la bandiera), “Ultima difesa” (re della collina), “Classic” (deathmatch senza possibilità di respawn e con forti limitazioni all’armamentario) e “Bomb Squad” (ogni squadra deve aiutare un artificiere a disinnescare un ordigno prima dell’avversario).

A tutto questo bisogna poi aggiungere le due modalità cooperative (da due a cinque utenti) che correranno parallelamente alle missioni già viste nel singleplayer: in “Takedown” dovremo eliminare il capo nemico, mentre in “Espionage” lo scopo della squadra sarà quello di intrufolarsi in un’installazione protetta per recuperare documenti riservati.

SOCOM 4: galleria immagini

GRAFICA E SONORO

Tecnicamente parlando, SOCOM: Special Forces trae vantaggio dall’esperienza maturata in questi anni da Zipper Interactive con l’hardware della console Sony e regala un motore grafico quantomai solido. Gli effetti particellari che fanno da contorno alle battaglie più cruente (dalla polvere che si alza in cielo ai filtri utilizzati come espediente scenico per rappresentare il danno dei proiettili che colpisono l’ufficiale Gray) sono di ottima fattura, le texture che mappano l’ambiente di gioco e il corpo dei soldati sono sufficientemente dettagliate e l’effetto del 3D stereoscopico non offre sbavature degne di nota.

Meno lusinghieri sono però i giudizi sul forte effetto di aliasing che macchia l’esperienza di gioco e costringe il giocatore a mirare con difficoltà, sulla gestione lacunosa delle animazioni e della telecamera fissa (l’assenza di tremolii o di stacchi estemporanei fa sembrare Cullen Gray un fantasma sprovvisto di arti inferiori che fluttua a mezz’aria sul terreno senza toccarlo direttamente) e sulle incongruenze nella transizione tra il tiro istintivo e la posizione di mira (quest’ultima penalizzata dall’assenza totale di personalità).

Alla doppia natura qualitativa del comparto tecnico corrisponde in pieno anche il reparto sonoro di Special Forces: se da un lato i suoni ambientali e i brani d’accompagnamento sono estremamente curati e rendono onore a chi vi ha lavorato, dall’altro lato il precario doppiaggio in italiano e gli impalpabili effetti di campionamento delle varie armi riportano il titolo nella media degli sparatutto analoghi.

SOCOM 4: galleria immagini

COMMENTO FINALE

Un po’ come l’insidioso teatro di guerra in cui hanno proiettato il protagonista di questa loro nuova avventura nella dimensione videoludica di SOCOM, il quadro che gli sviluppatori statunitensi di Zipper Interactive dipingono con Special Forces risulta essere più che gradevole nel suo insieme, nonostante la presenza di fastidiose macchie derivanti dal singleplayer lacunoso e poco longevo, dal multiplayer poco originale e dal comparto tecnico certamente migliorabile.

Nella bilancia tra le qualità e le criticità di Special Forces, l’una prevale sull’altra solo in base all’esperienza e all’attaccamento degli utenti verso questa serie: di conseguenza, i giocatori che si affacciano per la prima volta all’universo tattico-strategico di SOCOM attraverso questo titolo difficilmente saranno in grado di assaporare appieno un prodotto concepito ad uso e consumo esclusivo degli appassionati.

SOCOM 4: galleria immagini

Cosa ci piace
Cosa non ci piace
  • Il ritorno del singleplayer e delle missioni offline
  • Il multiplayer: vario e frenetico
  • Il supporto al 3D e a Move
  • Singleplayer poco longevo ed emozionante
  • Modalità troppo poco originali
  • Animazioni pessime

SOCOM: Special Forces – galleria immagini

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