Disney Infinity 3.0: la recensione

Disney Infinity 3.0 ci è piaciuto davvero tanto: non chiamatelo gioco per bambini.

Amiibo, Disney Infinity, Lego Dimensions, Skylanders. Il mercato dei cosiddetti videogiochi toys-to-life sta vivendo in questo 2015 la sua consacrazione, ma c’è da dire che per chi era già presente sulla piazza le cose non sono mai andate male.

È naturalmente questo il caso di Disney Infinity, arrivato in questi giorni alla sua incarnazione 3.0, con la quale il gioco sviluppato da Avalanche Software (ma non solo) ha intenzione di contrastare l’agguerritissima concorrenza in arrivo in questi mesi: a breve infatti sarà l’ora di arrivare anche per Skylanders Superchargers e Lego Dimensions, per fronteggiare i quali Disney ha deciso di calare l’asso di Guerre Stellari, franchise acquistato insieme a tutto il pacchetto Lucasfilm nel 2012.

Dopo aver fatto leva sui supereroi di Avengers con Disney Infinity 2.0, l’edizione 3.0 punta dunque tutto su Yoda, Obi-Wan e compagnia, oltre che sull’imminente cartone animato Inside Out di Pixar. Un titolo indirizzato almeno all’apparenza ai bambini, ma che come stiamo per vedere strizza l’occhio anche agli adulti, molto più che in passato. Ma non perdiamo altro tempo, e andiamo a vedere perché riteniamo che Disney Infinity 3.0 sia il migliore della propria serie.

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Cosa ci piace

Finalmente alla maturità

Arrivato ormai alla sua terza iterazione, Disney Infinity va a limare i difetti dei suoi due predecessori. La nuova edizione del gioco parte come al solito dallo Starter Pack: a beneficio di chi non conoscesse Disney Infinity, ricordiamo che questo è un pacchetto da 70 euro (qualcosina in meno sulle console diverse da PlayStation 4 e Xbox One), contenente oltre al gioco anche la base dove inserire i personaggi da controllare all’interno del videogame.

Il concetto dei toys-to-life prevede infatti che le miniature possedute nel mondo reale rispecchino i personaggi utilizzabili in quello virtuale. Il pacchetto iniziale di Disney Infinity 3.0 ci permette di entrare con Anakin Skywalker e Ahsoka Tano all’interno de Il Crepuscolo della Repubblica, primo di una serie di Playset (o campagne, per intenderci) dedicata a Guerre Stellari nei prossimi mesi. Il tutto raggiungerà poi il culmine con l’uscita dell’Episode VII al cinema, accompagnato dall’arrivo del Playset de Il Risveglio della Forza anche in Disney Infinity 3.0.

Ma torniamo a Il Crepuscolo della Repubblica: proseguendo la storia raccontata da Star Wars: Episode II - L’attacco dei Cloni, l’avventura ci porta a spasso per la galassia lontana lontana, partendo dal pianeta Geonosis dove è stata scoperta una fabbrica di droidi. Dalle fasi iniziali, il giocatore si trova a visitare altri luoghi familiari come Naboo e Tatooine, incontrando anche i personaggi più famosi dell’universo di Guerre Stellari.

Le missioni risultano essere in generale più convincenti rispetto all’edizione 2.0, soprattutto in termini di varietà degli elementi che compongono l’avventura: sin da subito, per esempio, il personaggio da noi controllato si ritrova a doversi scontrare con diverse tipologie di nemici, iniziando con il piede giusto una divertente campagna che dura complessivamente tra le cinque e le sei ore.

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Per grandi e per piccini

La rilevanza di un brand come Star Wars offre a Disney Infinity 3.0 la possibilità di puntare a un pubblico dall’età più generalizzata rispetto alle versioni precedenti del gioco: i numerosi fan della serie nata nel 1977 non vedranno infatti l’ora di sedersi sul divano per giocare insieme ai propri figli, approfittando anche della modalità cooperativa. Il Crepuscolo della Repubblica offre anche un buon livello di sfida, aumentabile o diminuibile a seconda dell’esigenza tramite il l’impostazione di diversi livelli di difficoltà.

La campagna può inoltre godere di un buonissimo design nelle dinamiche dei combattimenti, frutto del lavoro di Ninja Theory (Heavenly Sword, DmC: Devil May Cry) su questa componente del gioco. Per migliorare alcuni aspetti chiave, ad Avalanche Software si sono infatti affiancate altre software house: Sumo Digital, per esempio, ha curato le buone fasi di guida. Al di là dell’attrazione Star Wars per gli adulti, Disney Infinity 3.0 si propone ovviamente come un prodotto pieno di alternative anche per i più piccoli: il pacchetto dedicato a Inside Out, già disponibile, permette di sbloccare una campagna che trasforma il gioco in un platform colorato.

In questo caso, al prezzo aggiuntivo di 35 euro è possibile portare a casa anche i personaggi Gioia e Ira. Qualora il proprio budget lo permetta, avere tutte le statuine (quelle singole sono in vendita a 15 euro) rende l’esperienza di gioco ancora più varia grazie ad alcune abilità personalizzate, ma per fortuna nel Playset non esistono aree limitate solo ad alcuni personaggi.

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Una scatola tutta da scoprire

Disney Infinity 3.0 non finisce affatto con il completamento delle sue avventure, visto che c’è sempre la Scatola dei Giochi ad aspettare chi ha il joypad in mano. In questa edizione, gli sviluppatori hanno ben pensato di schiarire meglio la mente a chi si avvicina a questo strumento, in grado d’intimorire con la sua vastità.

Il giocatore si trova infatti al centro di una serie di tutorial concepiti per spiegare tutta la potenza del sistema di creazione dei mondi gli viene offerto, con la possibilità di passare potenzialmente ore e ore progettando elementi dove l’unico limite è la propria fantasia. Padroneggiare a dovere la Scatola dei Giochi richiede un quantitativo di tempo davvero elevato, motivo per il quale Disney Infinity 3.0 offre la possibilità di accedere ai contenuti creati dagli altri giocatori.

In termini di gameplay, è possibile trovare nella Scatola dei nuovi amici virtuali, da usare come supporto in varie fasi, combattimento incluso: il punto di forza di questa modalità è rappresentato dall’elenco sterminato di personaggi provenienti da tutte le proprietà intellettuali targate Disney, dalle più recenti come Ralph Spaccatutto fino a cartoni animati storici come Zio Paperone e Paperino.

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Cosa non ci piace

Glitch e bug sparsi qua e là

Le cattive esperienze fatte coi primi due Disney Infinity dal punto di vista tecnico restano fortunatamente un ricordo nella versione 3.0, che però non è esente da difetti. Il peggiore è sicuramente lo stuttering delle texture riscontrabile sulla versione PlayStation 4: nei casi più accentuati, le immagini presenti sullo schermo ballano talmente tanto da avere un impatto anche sull’avanzamento nel gioco.

Per il resto, dobbiamo dire che i ragazzi di Avalanche Software hanno fatto un ottimo lavoro: le animazioni dei personaggi sono sempre convincenti, anche in un’ambientazione come quella di Guerre Stellari dove bisogna gestire spade e proiettili laser. Il sonoro è di altissimo livello, grazie alla possibilità di godere dei motivi principali che compongono le varie opere coinvolte nel progetto Infinity 3.0, a partire dalla celebre colonna sonora che accompagna l’introduzione della galassia lontana lontana. Buono ma non esaltante il doppiaggio, con voci presenti anche in lingua italiana.

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Commento finale

Anche se con qualche imprecisione sul piano tecnico, Disney Infinity 3.0 riesce finalmente a convincere a pieno. Il lavoro svolto da Avalanche Software e dagli altri team migliora tutti gli aspetti del gioco che erano rimasti indietro un anno fa, offrendo un prodotto completo e fruibile in ogni suo aspetto. L’arrivo di un brand come Guerre Stellari è di sicuro la ciliegina sulla torta, dando a questo titolo un rinnovato respiro anche in termini di età: vi assicuriamo che etichettarlo come un giochino per soli bambini è l’errore più grande che si possa fare.

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